Gragnano. Conti e auto: intoccabile il tesoro dei Di Martino

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Conti e auto: intoccabile il tesoro dei Di Martino

Case, auto di lusso, moto, barche e una lista lunghissima di attività commerciali e società. Tutto riconducibile al clan Di Martino, considerato tra i più potenti e pericolosi dell’area stabiese e dei Lattari. Un’indagine certosina, partita da approfondimenti nei confronti di Fabio Di Martino, rampollo del boss Leonardo ‘o lione, ha portato alla luce la ricchezza “costruita” partendo da Iuvani, il feudo della cosca familiare. Accertamenti che hanno coinvolto, nel tempo, quasi tutti i componenti della famiglia del boss Leonardo Di Martino, rinviati a giudizio in numerosi processi per la produzione o il traffico di droga e per il racket delle estorsioni. E a novembre del 2020, l’Antimafia ha messo le mani nelle tasche del clan, elencando nero su bianco l’intero patrimonio attualmente a disposizione della cosca, scavando tra conti correnti e passaggi di proprietà. Non soltanto della famiglia Di Martino, ma anche dei parenti degli stessi a cui, in effetti, sono state intestate società e beni immobili. La richiesta degli inquirenti era finalizzata alla possibile confisca, per indebolire il clan e in particolare Fabio Di Martino, considerato un pericoloso boss. «L’attività di indagine svolta ha consentito di accertare il requisito della sproporzione tra i valori patrimoniali rilevati e i redditi dichiarati sia da Fabio Di Martino che dai familiari – relaziona il sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta nella richiesta – Dalle risultanze degli accertamenti svolti nonché dall’analisi complessiva delle movimentazioni economico-finanziarie in entrata e in uscita emerge come Fabio Di Martino e parenti attenzionati presentano una condizione reddituale e finanziaria incompatibile con il patrimonio accumulato e il tenore di vita condotto. Si ritiene che tale patrimonio sia derivato da illecite attività di cui costituiscono il frutto e il reimpiego». AIn base a tali conclusioni, l’Antimafia aveva avanzato davanti al Tribunale di Napoli per le Misure di prevenzione anche la richiesta di sorveglianza speciale, per la durata di tre anni, e l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza per Fabio Di Martino, coinvolto anche nelle inchieste Cosmos, Hiding e Terra delle Sirene, tutte relative al business della marijuana. La richiesta di confisca, però, è stata bloccata dal ricorso presentato dall’avvocato Antonio de Martino, legale della famiglia Di Martino, che ha motivato l’accumulo dell’ingente patrimonio, rimasto quindi intoccabile. Ancora in attesa di una decisione, invece, la richiesta relativa alla misura cautelare della sorveglianza per Fabio Di Martino, sul cui capo pendeva una condanna a 8 anni di reclusione, in secondo grado, per spaccio di droga e associazione per delinquere di stampo mafioso. Dalla cella ai domiciliari, Fabio Di Martino era uscito di prigione a novembre del 2020, quando il Riesame aveva ritenuto non sufficientemente gravi gli indizi di colpevolezza nei suoi confronti da giustificare la detenzione in carcere.

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