Guarì dal cancro, farmacista di Poggiomarino dona i soldi delle bomboniere all’ospedale

Andrea Ripa,  

Guarì dal cancro, farmacista di Poggiomarino dona i soldi delle bomboniere all’ospedale

Le cicatrici che il tumore le ha lasciato sul corpo non si cancellano. Come non si cancellano i ricordi di un calvario che poteva finire in tragedia e che invece s’è trasformato in una storia di forza e riscatto. Antonietta, farmacista di Poggiomarino di 28 anni, è uscita con i suoi piedi dall’ospedale Pascale di Napoli. Vincitrice e viva. Dopo una strenua lotta contro un cancro maligno che proprio non voleva lasciarla. E come tutte le storie che finiscono bene, anche la sua è culminata con un matrimonio – tre anni dopo l’inizio di un ciclo di cure durissimo – con l’inseparabile Mirko, titolare di un bar a Poggiomarino, diventato suo marito lo scorso 4 agosto. Un sogno reso possibile anche grazie alle cure e alle terapie messe in campo dai medici del Pascale a cui i due neosposi della città vesuviana hanno voluto fare un regalo. Hanno devoluto i soldi per l’acquisto delle bomboniere al reparto di Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie intensive dell’ospedale Pascale di Napoli. Serviranno per l’acquisto di un conta cellule automatizzato di ultima generazione. In quel reparto Antonietta, all’epoca 25enne, entrò tra mille paure. Dopo aver scoperto che dietro quel neo atipico si celava un tumore maligno. S’era operata nello stesso giorno in cui sotto i ferri era finito il papà. In quello stesso reparto. Senza sapere se un giorno l’avrebbe incontrato. Oggi stanno bene, figlia e padre. Antonietta a inizio agosto ha coronato il suo sogno e nei giorni scorsi ha incontrato il professor Paolo Ascierto, da cui è in cura. «Decidere di condividere questo nostro momento di gioia con chi in questo momento soffre – dicono Antonietta e Mirko– è stato un atto dovuto prima ancora che un gesto d’amore. E come diceva Madre Teresa da Calcutta: non è tanto quello che diamo, ma quanto amore mettiamo nel dare. Abbiamo conosciuto la sofferenza». Il conta cellule servirà come arma per la ricerca per la cura e lo studio di una malattia che negli anni ha perso forza di fronte alla scienza. «Per anni il melanoma è stato uno dei tumori più temuti ma oggi fa meno paura e si può sconfiggere: l’87% dei malati sopravvive a cinque anni e uno su due sopravvive anche con diagnosi di malattia in stadio avanzato. – dice Ascierto – Nel 2011 solo 1 paziente su 4 con melanoma avanzato era ancora vivo dopo un anno dalla diagnosi, oggi oltre la metà dei pazienti che avevano una prognosi sfavorevole supera i due anni e il 20% delle persone colpite dalla malattia in fase metastatica è vivo a 10 anni dalla diagnosi». «Ricordarsi di chi soffre – dice il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – in un momento di felicità, è il segno di una sensibilità estrema che facciamo nostra nell’impegno di meritare ogni giorno la fiducia che ci viene accordata».

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