Il giardino della marijuana a Pompei, sequestrati 14 chili di droga

Teresa Palmese,  

Il giardino della marijuana a Pompei, sequestrati 14 chili di droga

Via Giuliana non rappresenta soltanto una zona di campagna, una lingua di terra stretta e lunga immersa tra agrumeti e vigneti che fa da cerniera tra gli Scavi, il centro antico e l’area rurale di Pompei. Via Giuliana è pure la zona preferita di chi è addentrato nel mercato nero della droga, da tempo monitorata pure dagli investigatori. Lontana da occhi indiscreti, isolata quanto basta, l’area – oggi oggetto di scavi archeologici che ne hanno limitato la circolazione – rappresenta il luogo ideale per lo spaccio di sostanze stupefacenti. La paradossale equazione è la seguente: mentre da una parte gli archeologi lavorano nei cunicoli dei tombaroli per tirare fuori pezzi di storia di Pompei, dall’altra c’è chi coltiva piante di cannabis indiana nel giardino della propria abitazione alimentando la folle macchina di fango a discapito dell’immagine di una città turistica capace di attirare ogni anno tre milioni di visitatori. E’ l’ultima importante scoperta firmata dai poliziotti del commissariato di Pompei – guidato dal questore Antonella Palomba, con Francesco Paolo Oreste a capo della squadra investigativa – che hanno denunciato un 24enne (F.A., queste le iniziali) per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, sorpreso con una piantagione di 14 chili nel retro del suo appartamento. Un personaggio di certo non sconosciuto alle forze dell’ordine e già noto per i reati di estorsione, maltrattamenti in famiglia a carico della madre, e pure per lesioni. Un curriculum lungo sulle spalle del giovane che non era presente in casa al momento della perquisizione. Gli agenti del commissariato di via Sacra sono arrivati in via Giuliana dopo un meticoloso lavoro che li ho condotti direttamente nel cuore dell’industria fai-da-te allestita per produrre droga. E’ nell’area posteriore dell’appartamento che è stata scoperta e sequestrata la piantagione, compresa una serra utilizzata per la crescita delle piantine più piccole. Il 24enne s’era pure impegnato ad accelerare il processo di produzione delle tre piante di canapa indiana, alte circa due metri e dal peso complessivo di oltre 14 chili. In casa, infatti, è stato pure trovato box allestito con una lampada UV, termometro, igrometro, alimentatore, timer e gruppo ventole di areazione per migliore i tempi di crescita delle piante. Un piano studiato e curato a tavolino, smascherato dagli agenti di polizia di Pompei che già da tempo stanno ricostruendo le tappe del giro di affari legato al mercato nero della droga. Un giro che, secondo ultimissime indagini, è legato pure al nome di Sorrento. Soltanto nelle scorse settimane i poliziotti di Pompei hanno firmato un’altra operazione finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. E ne è venuta fuori la costruzione di un importante asse per lo spaccio di droga tra Pompei e Sorrento. Un traffico illegale di soldi e droga venuto fuori nel blitz in un autolavaggio di via Ripuaria, dove la polizia ha stretto le manette ai polsi a un pregiudicato di Torre Annunziata.

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