Torna in cella il braccio destro del ras di Boscoreale

Pasquale Malvone,  

Torna in cella il braccio destro del ras di Boscoreale

Evasione dagli arresti domiciliari: finisce in carcere un pezzo da novanta dello spaccio di droga nel Piano Napoli di via Passanti. A finire dietro le sbarre, è Cesare Barbarito, 38 anni, noto pregiudicato con precedenti per rapina, furto e detenzione ai fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Barbarito era finito nei guai nel 2019, nel corso dell’operazione dei carabinieri denominata “Clean 3”, insieme ad altre quattordici persone, tutte facenti parte di un’organizzazione camorristica legato proprio alla cessione della droga. Un lavoro investigativo condotto dai militari della stazione di Boscoreale, agli ordini del luogotenente Massimo Serra, che aveva permesso di scoperchiare un sistema collaudato per il controllo e lo spaccio della droga nell’hinterland vesuviano. Un sistema che fruttava fior di quattrini, ideato e gestito da Giovanni Padovani. L’allora 28enne, con diverse condanne per spaccio, era riuscito a creare, nel giro di pochi anni, una delle più grosse e organizzate piazze dello spaccio della Campania. E che, con le dovute proporzioni in rapporto al numero di abitanti, risultava più operativa delle “vele” di Scampia. Un triste primato raggiunto grazie ad un esercito di pusher fidatissimi, alcuni dei quali familiari (fratello e cugini), capaci di soddisfare le continue richieste di una clientela sempre più esigente. L’esercito di pusher serviva una clientela proveniente da tutto l’hinterland vesuviano. E lo faceva a qualsiasi ora del giorno e della notte. Uomini fidati disposti anche ad ingoiare una dose di cocaina per eludere i controlli dei carabinieri che, ormai, erano diventati la loro ombra. Era la cocaina la droga principale spacciata: più remunerativa e con margini di guadagno superiori: in media si piazzavano di 120 dosi a giorno, al prezzo di 20 euro. Due le modalità di spaccio portate avanti. Da un lato la vendita tradizionale in “negozio” che si svolgeva direttamente nel rione popolare, protetti da un organizzatissimo sistema di “vedette” e corrieri interni. Dall’altro, ed è questo il punto di svolta, era stato attivato un servizio per i clienti più affezionati. Una linea telefonica dedicata attiva ventiquattro ore su ventiquattro ore per gli ordini a domicilio ad ogni ora del giorno e della notte, attivando i pusher che in quel momento erano di turno. Barbarito era uno degli uomini fiducia, uno dei reggenti che aveva contribuito ad oliare una macchina perfetta. Nel 2020 aveva ottenuto gli arresti domiciliari ma i militari lo hanno tenuto sott’occhio costantemente fino a quando non lo hanno beccato lontano dal suo domicilio. Una violazione che ha pagato a caro prezzo.

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