Bomba in un garage a Torre Annunziata, le vedette erano 7 pregiudicati

Giovanna Salvati,  

Bomba in un garage a Torre Annunziata, le vedette erano 7 pregiudicati

Un ordigno esplosivo di quasi quattro chili pronto per essere piazzato davanti a un negozio o forse un’abitazione per scatenare l’inferno. Ma i carabinieri di Torre Annunziata sono arrivati prima. Giusto in tempo per fermare un altro agguato e mettere sotto chiave l’esplosivo. È la scoperta che hanno fatto i militari che, coordinati dal pm della Procura di Torre Annunziata, Giuliana Moccia, hanno strappato alla camorra un’altra occasione per alimentare la strategia del terrore. Una bomba carta, di quelle costruite artigianalmente dalle leve del clan, inesperti ma spregiudicati e per questo più pericolosi. Un ordigno imbottito di polvere da sparo custodito in un garage nel Parco Trento. È qui che i carabinieri lo hanno trovato durante un controllo nel rione dopo una segnalazione arrivata in caserma per l’esplosione di alcuni colpi di armi da fuoco. Le lancette dell’orologio segnano da poco le 16. Nel rione popolare, davanti al civico 37, sono radunati dei ragazzini. Hanno dai 25 ai 30 anni. I loro nomi sono il biglietto da visita per i carabinieri che conoscono i curricula criminale di ogni singolo ragazzo. A memoria. Tutti e sette risultano pregiudicati. Volti noti negli ambienti dello spaccio di sostanze stupefacenti. La loro presenza non passa inosservata alle divise che decidono di identificarli, anche perché qualcuno ha segnalato che proprio lì davanti, pochi minuti prima, sarebbero stati esplosi dei colpi di arma da fuoco. Tre per la precisione. Quando però i carabinieri provano a cercare almeno una traccia dei colpi denunciati con una telefonata anonima in caserma, non trovano nulla. Non trovano nemmeno la collaborazione dei giovani che negano di aver visto o sentito qualcosa in zona. Intanto le forze dell’ordine continuano a perlustrare la zona. Vogliono vederci chiaro e, spinti dal fiuto investigativo, decidono di perquisire il garage sorvegliato a vista dai ragazzi incrociati pochi metri prima. Delle vere e proprie sentinelle. Custodi di quel box e di tutto quello che c’è dentro. Lì le forze dell’ordine sperano di recuperare almeno le ogive dei colpi. I ragazzi si dimostrano subito nervosi per la presenza degli uomini in divisa. Vogliono evitare la perquisizione ma non ci riescono: i carabinieri passano al setaccio l’intero garage e trovano diverso materiale utilizzato per il confezionamento di droga, ma anche residui di sostanze stupefacenti che non erano stati puliti. Insomma un piccolo laboratorio dove con molta probabilità venivano confezionate le dosi. Ma non è l’unico bottino finito nelle mani dello Stato. Al contrario: all’interno di una grossa borsa di quelle usate per surgelati, i militari hanno rinvenuto una bomba carta. Un ordigno costruito artigianalmente e capace di distruggere un’autovettura. Quanto basta per far scattare il sequestro. A chi appartenesse non è chiaro per ora, visto che quel garage è in comune con i residenti della palazzina, seppur all’interno sono stati trovati diversi accessori riconducibili ad uno dei sette ragazzi. I carabinieri hanno poi ritrovato anche i residui della stese. Appena qualche metro più avanti. L’ennesima. Al civico 9. Colpi calibro 7,65. Un altro ritrovamento che sottolinea come i clan stiano organizzando la faida mentre lo Stato non molla.

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