Torre del Greco, accoltella il patrigno dopo la lite: «Ho vendicato mia madre»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, accoltella il patrigno dopo la lite: «Ho vendicato mia madre»
La casa dell'aggressione

Torre del Greco. Esasperato dall’ennesimo litigio tra il nuovo compagno e la madre, si è diretto in cameretta e – recuperato un coltello nascosto in un armadio – si è avventato sull’uomo: un solo colpo alle spalle, all’altezza della gola. Con la lama conficcata per circa 10 centimetri È vivo per miracolo M.S. – pregiudicato di 44 anni, già noto alle forze dell’ordine per maltrattamenti in famiglia – vittima della violenta vendetta di Ferdinando Cervero, incensurato di 21 anni. L’uomo è ricoverato in ospedale in prognosi riservata, ma – secondo i camici bianchi – non rischia la vita. Il figlio della donna, invece, si trova in una cella del carcere di Poggioreale in attesa della convalida del fermo eseguito dagli agenti del locale commissariato di polizia. Pesantissimo il capo d’accusa: tentato omicidio.

La notte di terrore

L’aggressione sfociata nel sangue è avvenuta intorno alle 22.30 in una modesta abitazione di via Boccea, dove la famiglia «allargata» formata dopo il primo matrimonio della donna – madre di tre figli maschi nati dalle prime nozze e di una bambina nata dalla relazione con il pregiudicato – si era trasferita da qualche tempo. Una casa in cui, come ricostruito dagli uomini in divisa guidati dal primo dirigente Antonietta Andria, si consumavano quotidianamente – come già registrato in varie volte in passato – discussioni e litigi. Le tensioni erano iniziate già all’ora di pranzo, quando M.S. si era scagliato violentemente contro la madre del ventunenne: la donna – abituata agli scatti d’ira del compagno – era riuscita, non senza difficoltà, a riportare la calma tra le quattro mura domestiche. Ma la tensione era rimasta nell’aria, per scoppiare puntualmente all’ora di cena. è bastato uno screzio a riaccendere gli animi della turbolenta coppia: in pochi minuti, si è passati dagli insulti e minacce alle botte. La replica di un «film» diventato insopportabile per il ventunenne dalla fedina penale immacolata, deciso a «vendicare» una volta per tutte la madre.

La vendetta di sangue

Il giovane si è allontanato dalla cucina – la stanza in cui l’uomo stava aggredendo nuovamente la trentaseienne – e si è diretto nella sua cameretta. Il tempo di afferrare un coltello con la lama di circa 17 centimetri – la cui provenienza ora è al vaglio degli investigatori – e Ferdinando Cervero ha pugnalato alla gola il quarantaquattrenne. L’uomo è caduto sul pavimento, in una pozza di sangue: una scena da incubo, capace di convincere la donna a chiamare immediatamente il 118 per prestare i soccorsi al compagno.

I soccorsi e l’arresto

Proprio il personale medico – una volta sul posto e accertata la gravità della situazione – ha allertato gli uomini in divisa del commissariato di polizia. La vittima dell’aggressione è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove è stato ricoverato in prognosi riservata: le sue condizioni sono gravi, ma non rischia la vita. Il ventunenne – in evidente stato di shock – avrebbe subito confermato le proprie responsabilità, aiutando gli investigatori a recuperare l’arma utilizzata per l’aggressione, nascosta in un fondo di via Ruggiero. Una volta completate le formalità di rito, Ferdinando Cervero è stato trasferito a Poggioreale con l’accusa di tentato omicidio. Un’accusa pesantissima, arrivata dopo l’ennesimo giorno da incubo tra le mura di casa.

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