Abbattimenti a Casal di Principe: proteste e lacrime. Il sindaco conferma le dimissioni

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Abbattimenti a Casal di Principe: proteste e lacrime. Il sindaco conferma le dimissioni
(foto di repertorio)

Casal di Principe. Tra proteste, grida e lacrime di disperazione, ma senza la partecipazione compatta della cittadinanza, è stato demolito a Casal di Principe (Caserta), su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, un immobile abusivo dove vivevano due famiglie indigenti con quattro bambini piccoli. Situato in via Ancona, in una zona poco lontana dal centro, l’immobile di due piani – metà intonacato e l’altra ancora allo stato grezzo – è diventato il simbolo della battaglia dell’amministrazione guidata dal sindaco Renato Natale contro gli abbattimenti delle prime case, quelle – a Casal di Principe sono diverse centinaia – dove dimorano famiglie povere, che la casa se la sono costruita lentamente in tanti anni.

Nell’area di via Ancona sono tante quelle abusive, tutte realizzate circa 20 anni fa quando mancavano piani regolatori e altri strumenti urbanistici; qui le strade non sono ancora asfaltate e mancano servizi, proprio perché gli oneri di urbanizzazione non sono stati mai pagati. Ma per tanti cittadini si tratta della prima e unica casa. Lo era in particolare per i fratelli Aniello e Luigi Stabile, disoccupati con il reddito di cittadinanza, che vi dimoravano con le mogli e due figli ciascuno: i bimbi, sotto choc, stamani erano con una zia. Un dramma sociale che ieri aveva spinto il sindaco Natale a dimettersi, di fronte ai silenzi della politica cui aveva chiesto invano di intervenire con provvedimenti di sospensione delle demolizioni, e alla fermezza della Procura che non ha voluto concedere altre dilazioni. Un dramma che oggi ha portato gli inquilini della stabile di via Ancona a protestare, quasi barricandosi nella loro casa ormai senza infissi, e a sfogare la loro rabbia ritardando le operazioni di demolizione. Hanno urlato dal balcone verso le forze dell’ordine, che hanno chiuso con i propri mezzi gli accessi alla strada per evitare manifestazioni. Queste ultime però non ci sono state, i cittadini hanno risposto in pochi, nonostante per almeno 250 case abusive vi sia l’ordine esecutivo di demolizione.

Solo verso mezzogiorno così, dopo una faticosa mediazione dei funzionari della Polizia di Stato presenti, gli inquilini sono andati via in lacrime con qualche oggetto, e la ruspa ha potuto iniziare il suo lavoro. “Confermo le mie dimissioni” ha ribadito Natale, che attende novità dal tavolo interministeriale sugli abbattimenti convocato dal ministro per il Sud, Mara Carfagna. Per i due nuclei familiari senza casa intanto sono state trovate sistemazioni non stabili: una alloggia nella casa popolare di parenti deceduti, in una situazione probabilmente non legittima, per l’altra si sta muovendo la Caritas Diocesana.

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