Il cuore grande di Pompei: «Niente ghetti, accoglieremo gli afgani nelle nostre case»

Salvatore Piro,  

Il cuore grande di Pompei: «Niente ghetti, accoglieremo gli afgani nelle nostre case»

Profughi afghani in arrivo in Campania, Pompei si candida come città dell’accoglienza e l’amministrazione lancia una proposta al Prefetto di Napoli Marco Valentini: “No a rifugi-ghetto. I profughi? Siano accolti da famiglie che si rendano disponibili ad aprire loro le porte di casa. Potrebbe essere questa la strada giusta verso la vera integrazione”. A lanciare l’appello è l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pompei, Vincenzo Mazzetti, che due giorni fa, in rappresentanza del sindaco Carmine Lo Sapio, ha partecipato alla speciale riunione in videoconferenza aperta ai sindaci dei Comuni della Città Metropolitana di Napoli e indetta dal vice prefetto vicario Enrico Gullotti. La riunione in modalità conference-call ha infatti rappresentato la prima tappa per organizzare una seria “attività di accoglienza nell’ambito delle iniziative umanitarie poste in essere a favore dei cittadini afghani che nel loro Paese hanno collaborato con le istituzioni militari e diplomatiche italiane” fino al 15 agosto scorso quando il regime talebano ha ripreso il controllo anche della capitale Kabul, aprendo di fatto l’ennesima emergenza umanitaria che, tuttora, ha portato 4890 profughi afghani a sbarcare in Italia sfruttando l’apertura di “corridoi umanitari nelle more del completamento delle procedure di concessione dello status di rifugiati”. Sono 436 i cittadini afghani destinati alla Campania, 59  sono stati ospitati nelle province di destinazione, mentre altri 107, attualmente ospitati presso il covid Hotel dell’Ospedale del mare per l’effettuazione del previsto periodo di quarantena, a partire da oggi raggiungeranno i luoghi di destinazione individuati. E’ appunto questo l’intricato nodo ancora da sciogliere. Quali saranno, nell’area Metropolitana  partenopea, i luoghi individuati da sindaci e Prefetti per accogliere i profughi? “Il Comune di Pompei attualmente non ha posti disponibili – prosegue l’assessore Mazzetti, così mostrando perfetta sintonia con la linea del sindaco Lo Sapio – anche perchè molti edifici concessi dalla Prefettura all’Amministrazione, penso ai beni confiscati alla camorra, sono occupati da associazioni no-profit e di volontariato”. Tra l’altro, almeno al momento, l’accoglienza dei profughi afghani in città come Pompei sarebbe totalmente a carico del bilancio comunale. Da qui, dalle difficoltà riscontrate anche da altri sindaci della zona, è partita la proposta rivolta dall’assessore di Pompei al Prefetto. “Anzichè rinchiudere gli afghani in strutture o centri ‘discutibili’ – così Mazzetti – ho chiesto al Prefetto di valutare l’opportunità dell’accoglienza, quantomeno di orfani e di minori non accompagnati, all’interno di nuclei familiari che forniscano la loro disponibilità alle rispettive amministrazioni comunali. In questo modo, inoltre, si favorirebbe un già difficile percorso di reale integrazione. Per fare ciò – conclude l’assessore di Pompei – occorre che la Prefettura accolga la nostra proposta, indicando le procedure da avviare nei singoli comuni”. Sono due le famiglie di Pompei che, in maniera volontaria, hanno già dichiarato la loro disponibilità ad accogliere in città i minori afghani. Dal Santuario e dalla Chiesa, nel frattempo, pur non registrandosi ancora ufficiali prese di posizione in merito, trapela che il “Santuario ha sempre avuto la vocazione all’accoglienza, compresa l’apertura a persone di diverse nazionalità”.

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