Reddito di cittadinanza, un referendum per abolirlo: tremano 200mila famiglie

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Reddito di cittadinanza, un referendum per abolirlo: tremano 200mila famiglie

Tempi duri per il reddito di cittadinanza. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha azionato il countdown che dovrebbe portare in pochi mesi a un referendum per la cancellazione della misura di sostegno al reddito. Un quesito referendario che punta a eliminare le storture di un sistema che nato con buone intenzione, è stato spesso utilizzato sia da persone che non ne avevano diritto, sia da chi di fatto ha poi smesso di lavorare. Una presa di posizione che, se venisse poi messa in pratica, farebbe tremare nell’area di Napoli e provincia quasi 183mila nuclei familiari. Questo il report di luglio dell’Istat che ha fotografato una situazione fatta di indigenza, ma anche di sprechi. Castellammare conta quasi 2900 percettori, Torre del Greco qualche centinaio in meno, poco meno di 2000 a Torre Annunziata, seicento, invece, a Pompei. Una media di 644 euro al mese, quasi cento euro in più rispetto alla media nazionale. Va anche detto, ed è doveroso ribadirlo, che il sistema del reddito di cittadinanza, soprattutto durante la fase più acuta della pandemia ha consentito di tenere sotto controllo le tensioni sociali. La crisi economica, pur gravissima, è stata attutita dal fatto che centinaia di famiglie abbiano ottenuto un contributo dallo Stato. Questo, in molte realtà della provincia di Napoli che fanno i conti con la disoccupazione a livelli altissimi, ha evitato che esplodesse lo scontro sociale. “È bastato l’annuncio di questo referendum per costringere Salvini a fare marcia indietro sul reddito di cittadinanza. Non male come primo risultato politico. Il secondo sarà scardinare questa legge” le parole di Renzi che, da mesi, tuona contro la misura voluta dal Governo Conte, Di Maio, Salvini. “Da quando è uscito il mio libro dove annunciavo l’idea del referendum contro il ‘reddito’ -rivela- ricevo ogni giorno tra le quindici e le venti minacce di morte. Ne calcoliamo circa 600 in un mese. Ma è normale”. E le accuse vengono dirette soprattutto ai vertici del Movimento Cinque Stelle.  “Fino a due mesi fa tutti dicevano che il ‘Reddito’ non si doveva toccare. Dai grillini allo stesso Pd. Poi, appena io faccio uscire sul mio libro l’idea di un referendum, partono due diverse reazioni: la prima di chi dice, ‘tutto sommato abbiamo fatto un errore’, ovvero Salvini. Il quale fa un ‘mea culpa’ incredibile, una straordinaria conversione. Questa è l’estate delle conversioni sulla via di Damasco. Come quella di Giuseppe Conte sul decreto immigrazione: insomma sembra che il governo Conte Uno lo abbiano guidato i fantasmi” l’ironia dell’ex premier. “Comunque sia, andiamo avanti: la seconda reazione è di Pd e 5stelle, che all’unisono hanno cominciato a dire che la legge si può migliorare. Ora, è evidente che c’è una parte di italiani che prende quel reddito e farà una battaglia in suo favore. L’assegno in parte va a povera gente davvero. Ma è una misura che incrocia anche un pezzo di criminalità, manovalanza che ha incassi illegali, a cui somma il Rdc” l’analisi del senatore di Pontassieve.  In questo c’è un gioco di sponda con Draghi e con la parte riformista del Pd? “Certo, una volta che il governo dovesse cambiare la legge, il referendum non si terrebbe più. Credo che avremo gran successo nella raccolta firme e che a quel punto sarà interesse soprattutto di 5stelle e Pd di trovare una soluzione. Con la raccolta di firme digitale, ci mettiamo poco a raccoglierne 500 mila, una buona parte del Paese non tollera questa misura. E non a caso parto dal profondo nord”, ha concluso Renzi”. Lì, ma anche al Sud, tantissimi imprenditori hanno denunciato che manca la manodopera che, invece, preferisce lavorare a nero e guadagnare col reddito di cittadinanza. Un  sistema che finisce per tagliare le gambe allo sviluppo economico. Utile, sicuramente, per quella fascia di popolazione che la povertà la vive tutti i giorni. Ma complicata da gestire con i furbetti e i criminali. “Io ho preparato il quesito, – continua il leader di Italia Viva – lo presento innanzitutto per coerenza con quanto ho annunciato, per marcare un posizionamento politico. Noi siamo per il lavoro e non per i sussidi. Ma nel momento in cui lo metto sul tavolo, entra in scena chi dice ‘salviamo l’assegno di povertà, togliendo il caos dei navigator’”.

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