Torre Annunziata: ergastolo per l’ex killer dei Gionta

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Torre Annunziata: ergastolo per l’ex killer dei Gionta

 

Ha provato a giocarsi la carta del ricorso in Cassazione. Un modo per ottenere la scarcerazione dopo aver scontato quasi trent’anni in carcere. Ma per Francesco Bove, ex killer del clan Gionta di Torre Annunziata, la strada che porta alla libertà è ancora tutta in salita. Il ricorso presentato dal cinquantenne è stato, infatti, respinto dalla settima sezione penale della Suprema Corte di Cassazione. Il pluripregiudicato condannato all’ergastolo aveva provato a ottenere la scarcerazione puntando sulla presunta incostituzionalità dell’ergastolo. Una condanna senza fine che sarebbe in contrasto – sostiene la difesa dell’ex sicario dei Valentini – con i dettami della Costituzione. Ma per i giudici quel ricorso è infondato.

Un verdetto che rappresenta però solo l’ultimo atto di una lunga battaglia legale portata avanti da Bove nel corso di questi anni. Il cinquantenne sta scontando una condanna al carcere a vita per l’omicidio di Francesco Generoso, delitto commesso il 10 giugno del 1984, nel pieno della guerra tra la Nuova Camorra Organizzata e la Nuova Famiglia. Qualche anno dopo Bove è stato arrestato per quel massacro di cui si è sempre professato innocente. Sul suo capo pendono anche altre condanne, tra cui una per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. Da tempo il pregiudicato di Torre Annunziata sta provando, a suon di ricorsi, ad aprirsi uno spiraglio per uscire dal carcere. E soprattutto è uno dei detenuti che sta tentando di sfruttare le falle che si sono aperte attorno all’ergastolo ostativo: il carcere a vita senza permessi riservato a mafiosi e terroristi. Legge che la Corte Europea dei Diritti Umani e la Consulta hanno dichiarato inumana e incostituzionale. Decisioni che hanno aperto uno spiraglio verso la libertà a centinaia di killer e padrini sepolti vivi. Al vaglio del Governo c’è già una nuova legge che dovrà essere approvata entro il 2022 per “superare” l’ergastolo ostativo. Un campo minato per la politica chiamata a rispondere ai dettami dei giudici senza però minare uno dei capisaldi della lotta alle mafie.

In tutto sono una trentina i condannati all’ergastolo ostativo nella provincia rossa napoletana, di cui buona parte concentrati tra Ercolano e Torre Annunziata. Tra questi c’è anche Pasquale Gallo, alias ‘o bellillo, il boss laureato e nemico giurato di Valentino Gionta. Gallo, che sta scontando due condanne al carcere a vita. Gallo è uno dei primi detenuti in Italia ad aver presentato un dettagliato ricorso puntando soprattutto sul percorso da detenuto modello che avrebbe contraddistinto i suoi anni dietro le sbarre (puntando in particolare sull’incredibile serie di successi riportati nel settore scolastico).

Una strada calcata anche da Bove che in cella, negli ultimi 30 anni, ha messo insieme titoli ed economi per la sua attiva partecipazione al percorso di rieducazione. Non abbastanza però per ottenere la scarcerazione.

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