Ombre sul rendiconto di San Giuseppe Vesuviano, il caso finisce in Procura

Andrea Ripa,  

Ombre sul rendiconto di San Giuseppe Vesuviano, il caso finisce in Procura

Non bastavano l’arrivo della commissione d’accesso e la diffida del prefetto per la mancata approvazione del rendiconto di gestione 2020 a tenere alta la tensione negli uffici del Comune di San Giuseppe Vesuviano. L’esposto presentato dai sei consiglieri comunali dell’opposizione è destinato a gettare ancor più benzina sul fuoco delle polemiche – e delle paure – che da un mese a questa parte tengono tutti i politici che fanno parte dell’assise. Riguarda alcune anomalie contenute nella delibera di giunta approvata dall’esecutivo del sindaco leghista, Vincenzo Catapano, alcuni giorni fa relativamente proprio al rendiconto di gestione per l’anno 2020. Anomalie finite – oltre che sulla scrivania del primo cittadino – anche nelle mani dei magistrati della procura di Nola, del procuratore regionale della Corte dei Conti e ai Revisori dell’Ente che dovrebbero monitorare ogni singolo atto economico “partorito” dalla squadra di governo locale. E, dulcis in fundo, del prefetto di Napoli e dei componenti della commissione anticlan, inviati a palazzo di città un mese fa proprio da Marco Valentini. Nel mirino i parametri di deficitarietà dei conti dell’Ente, sforati in passato dall’amministrazione – strutturalmente in deficit – ed oggi in parte rientrati. Ed è proprio su quelli che s’accende lo scontro. Con i sei esponenti della minoranza – Antonio Agostino Ambrosio, Nello De Lorenzo, Ivan Casillo, Antonio Borriello, Luigi Moccia e Michele Sepe – che denunciano «l’alterazione» di uno dei parametri che l’amministrazione avrebbe sanato. «Una ingente serie di debiti fuori bilancio, maturi per essere riconosciuti e deliberati in consiglio sono stati immotivatamente accantonati per evitare lo sforamento del parametro che avrebbe portato l’Ente in condizione di deficit strutturale», si legge nell’esposto di 20 pagine destinato ad accendere ulteriormente lo scontro in comune . In ballo una montagna di debiti. Da riconoscere e riconosciuti. Circa 2 milioni di euro di debiti fuori bilancio sono «da riconoscere», come contenuto nell’atto dello schema del rendiconto. «Che andavano riconosciuti prima e invece non è stato fatto», affermano i sei esponenti di minoranza. «Nel consiglio comunale riconosciuti solo debiti per complessivi 97mila euro. Una consistente massa debitori fuori bilancio, già pronta per il riconoscimento è stata volutamente accantonata per evitare lo sforamento del parametro. – si legge ancora nella denuncia – Responsabilità sono in capo al sindaco, agli assessori e al segretario generale, contenuta nella delibera di giunta del 25 agosto scorso». Un esposto che è destinato a infiammare le polemiche a poche settimane dalla convocazione del consiglio comunale per l’approvazione proprio del rendiconto di gestione. In mezzo gli scontri eterni in un’assise ormai ai ferri corti tra chi spinge per staccare anzitempo la spina a questa amministrazione e chi sta cercando – con fatica – di portare al termine al consiliatura.

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