La casta di Torre del Greco ci ripensa e si aggrappa allo «stipendio»: niente tagli ai gettoni

Alberto Dortucci,  

La casta di Torre del Greco ci ripensa e si aggrappa allo «stipendio»: niente tagli ai gettoni
Ecco gli otto consiglieri comunali che hanno votato no al taglio di 100 euro

Torre del Greco. La maggioranza targata Giovanni Palomba si oppone alla crociata per tagliare i costi della politica e si tiene stretto il «bonus-Frulio» introdotto a dicembre del 2019 proprio su iniziativa dell’attuale capo dell’assise, all’epoca alla guida della commissione affari istituzionali. è destinato a scatenare nuovi veleni il dietrofront grazie a cui la casta di palazzo Baronale ha blindato lo «stipendio» da mille euro e spiccioli al mese destinati agli stacanovisti delle commissioni in municipio: una decisione annunciata dalla stucchevole «melina» andata in scena a partire dal mese di marzo e dal sapore della bocciatura per il presidente del consiglio comunale, fino a oggi pronto a recitare il ruolo di «garante» della corsa ai ripari per restituire alle casse pubbliche il surplus di spese – circa 100 euro al mese per ogni politico – provocato dalla revoca del divieto di cumulo dei gettoni di presenza.

Il summit tra alleati

Mentre la città resta alle prese con innumerevoli emergenze irrisolte – a partire dal dramma-rifiuti – gli esponenti della maggioranza si sono riuniti in municipio per discutere, tra l’altro, delle proprie «finanze». Alla fine, la  battaglia anti-sprechi promossa da Gaetano Frulio – formalmente sposata dall’ex senatore Nello Formisano – si è rivelata l’ennesimo bluff della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni delle 20 euro. Messi alle strette, gli esponenti della maggioranza si sono rifiutati di «mollare» i cento euro al mese: «Non possiamo rinunciare ai gettoni perché sono un nostro diritto», il muro alzato dagli alleati.

Il ritiro in commissione

A neanche 24 ore dalla riunione di maggioranza – tempi record per l’amministrazione comunale – il capitano di lungo corso Antonio Spierto e l’avvocato Luisa Liguoro si sono incontrati con il presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio per concertare una «scusa» in grado di giustificare il dietrofront: «Il nostro ente ha iniziato il percorso per ottenere lo status di città turistica – la motivazione di Antonio Spierto a sostegno della proposta di ritiro della modifica al regolamento – e tale riconoscimento inciderebbe in maniera sostanziale sulle indennità da corrispondere ai consiglieri comunali». Un percorso completamente slegato dall’attuale costo dei gettoni eppure utilizzato come «scudo» per rinunciare al taglio dei costi della politica.

Gli otto gettonati

Con il solo voto contrario di Luigi Caldarola, la maggioranza ha approvato il ritiro della delibera anti-sprechi. Decisivi i voti di Alessandra Tabernacolo, Luigi Mele, Carmela Pomposo, Michele Langella, Antonio D’Ambrosio e Simone Gramegna. Oltre, ovviamente, a quelli dei promotori della farsa Antonio Spierto e Luisa Liguoro.

@riproduzione riservata

CRONACA