Castellammare. Villa abusiva: preghiere davanti alle ruspe, ma sarà abbattuta

Tiziano Valle,  

Castellammare. Villa abusiva: preghiere davanti alle ruspe, ma sarà abbattuta

Le camionette della polizia arrivano alle prime luci dell’alba. Sul posto ci sono anche i carabinieri e i vigili urbani a supporto, e soprattutto gli operai della ditta incaricata di eseguire la demolizione. C’è da buttare giù una villetta di due piani in via Schito, sulla quale pende una sentenza definitiva d’abbattimento che risale a oltre un decennio fa, perché quell’immobile è stato realizzato senza alcun permesso in una zona vincolata.La struttura è divisa in tre appartamenti, due sono abitati. Oltre ai proprietari c’è una famiglia che vive in affitto. Nessuno ha lasciato l’abitazione. Tutti, compresi due minori, hanno dormito lì, pur sapendo che le ruspe sarebbero arrivate presto – ieri mattina – per abbattere la loro casa.La demolizione riguarda anche il piano terra, dove da qualche anno è stata aperta la scuola privata “Piccolo Mondo”, gestito da una società che ha preso in affitto quei locali.I funzionari del Comune stringono tra le mani l’ordine di abbattimento della procura generale della Corte d’Appello, che dev’essere eseguita. Ma in quel momento comincia una trattativa serrata, che va avanti per l’intera giornata. Il legale dei proprietari della villetta chiedono una sospensione dell’ordine di abbattimento, per poter procedere con l’auto-demolizione dell’immobile. Il Comune, per eseguire quella sentenza, ha avviato una procedura in danno. In pratica, l’abbattimento viene finanziato dalla Cassa Depositi e Prestiti e poi l’Ente si rivale sui proprietari, che non hanno rispettato l’ordine di abbattimento.La famiglia proprietaria dell’immobile, quindi, prova a limitare i danni anche da un punto di vista economico, con l’auto-demolizione. Ma appena la richiesta arriva in Procura, viene respinta perché arrivata fuori tempo massimo. A quel punto, sale un po’ la tensione.La famiglia che vive in affitto in quella struttura comincia a preparare gli scatoloni, che vengono sistemati in un furgone. Dovranno trovare una nuova sistemazione. Così come i proprietari della villetta, che tentano di giocarsi l’ultima carta, presentandosi direttamente in Procura e manifestando l’intenzione di procedere con l’auto-demolizione, che quantomeno gli concederebbe ancora qualche giorno per organizzare il trasloco e forze salvare anche qualche infisso. La richiesta viene nuovamente respinta. A quanto pare, fino a ieri, i proprietari non avrebbero mai manifestato l’intenzione di procedere con l’abbattimento della villetta e la richiesta viene ritenuta tardiva.Le forze dell’ordine autorizzano il distacco delle utenze, ma intanto si è arrivati a pomeriggio inoltrato e non ci sono i tempi tecnici per procedere con la demolizione della villetta.Così sì consente ai proprietari di portare via gli arredi interni e tutto ciò che c’è all’interno della casa. La contesa sulla possibilità di procedere con l’auto-demolizione piuttosto che con l’abbattimento in danno va avanti, lasciando una sola certezza: la villetta abusiva andrà giù.

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