Catenacci e caos, l’inferno dei pendolari della Circum: «Siamo stati truffati»

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Catenacci e caos, l’inferno dei pendolari della Circum: «Siamo stati truffati»

Stazioni chiuse con i catenacci. Cartelli scritti a mano per comunicare la soppressione dei treni. Bus sostitutivi che arrivano a singhiozzo tra mille fermate nella speranza di raggiungere in tempo Torre Annunziata. E’ il viaggio infernale, l’odissea nello strazio dei trasporti pubblici che hanno dovuto affrontare ieri i pendolari della Circumvesuviana nel primo giorno di stop. Effetti del blackout causato dalla cancellazione temporanea della linea Napoli-Scafati-Poggiomarino. La decisione dei lavoratori dell’Eav – l’impresa che gestisce la Circum – di non accettare lo straordinario ha portato alla paralisi del servizio. Una diatriba aziendale della quale hanno pagato le spese i pendolari tra corse cancellate e intere linee sospese. Se a Pompei in centinaia, tra turisti e cittadini, sono rimasti a piedi per la chiusura della fermata “Santuario” è andata peggio a Poggiomarino e Scafati. Nella città vesuviana, infatti, la stazione si è trasformata in un deserto. Mentre a Scafati, ad avvisare i cittadini dell’assenza delle corse, sono apparsi alcuni cartelli scritti a mano. Una situazione destinata a proseguire. Anche domani la Napoli-Scafati-Poggiomarino resterà chiusa e anche sulla tratta per Pomigliano sono previste numerose soppressioni. Non ha riscosso successo nemmeno il piano di intervento con i bus sostitutivi tra Torre Annunziata e Poggiomarino, 44 corse (22 all’andata, altrettante al ritorno) con partenza rispettivamente da via Sepolcri-angolo via Boselli nella città oplontina e da via Iervolino a Poggiomarino, con fermate programmate a Boscotrecase (via Nazionale-stazione Circum), Boscoreale (via della Rocca), Scafati (via Passanti-ospedale), San Pietro (via De Gasperi) e Cangiani (via Marra). In tanti, soprattutto i lavoratori diretti a Napoli, dinanzi alle porte chiuse delle stazioni hanno deciso di mettersi in auto per raggiungere gli uffici. Una situazione che potrebbe diventare drammatica nelle prossime settimane con l’apertura delle scuole. E intanto c’è chi parla di «truffa» e si iniziano anche a valutare azioni collettive per denunciare i disservizi dell’azienda. «Ci sono gli elementi per una denuncia per truffa. Come fa un’azienda a capitale pubblico con concessione di un servizio pubblico in regime di monopolio ad annunciare prima l’incremento delle corse e e quindi di fatto a rinnovare l’abbonamento e poi addirittura taglia un’intera linea? Siamo in balia di folli», le parole di Enzo Ciniglio, portavoce dei pendolari. L’Eav dal canto suo ha provato a giustificarsi  ripercorrendo le tappe della vicenda e chiedendo ai sindacati dei dipendenti di avere «rispetto per i cittadini». Oggi sono i pendolari le vere vittime di questo disastro.

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