Sorrento. Morto a 18 anni in un incidente, nessun colpevole

Salvatore Dare,  

Sorrento. Morto a 18 anni in un incidente, nessun colpevole

Nessuna inchiesta bis. Nessuna riapertura delle indagini. Nonostante il grido di dolore della famiglia, che tappezzò di manifesti e banner il paese con un appello rivolto anche ai magistrati, l’indagine sulla morte di Cristiano Gargiulo, per i magistrati, termina qui. «La verità come la vita è un diritto, non un’elemosina» fu l’appello lanciato lo scorso maggio dai genitori e dagli amici del ragazzo in occasione della triste ricorrenza della tragedia. L’invito a riprendere le indagini purtroppo non ha portato a una svolta. C’è l’archiviazione del caso come disposto dai giudici e negli atti l’autore del reato risulta «ignoto». I familiari di Cristiano chiedevano “soltanto” di avere risposte precise, chiare, su ciò che avvenne quel maledetto pomeriggio del 26 maggio 2016 in via Nastro Verde. Si tratta della strada che collega Sorrento alla zona alta di Massa Lubrense. Nelle scorse settimane, attraverso l’avvocato Giovanni Visco, i parenti del diciottenne depositarono un’istanza in Procura, a Torre Annunziata. Stando alle ricostruzioni, Cristiano era in sella a un ciclomotore ed in prossimità di una curva fu coinvolto in un tremendo impatto con un porter. Stava proseguendo verso Sorrento mentre il furgoncino proveniva dalla direzione opposta. Per il diciottenne non ci fu nulla da fare. L’inchiesta diretta dai carabinieri non ha portato a indagati né è stato celebrato un processo. Le indagini difensive dell’avvocato Visco hanno portato alla luce potenziali “anomalie” con particolare riferimento alla posizione del porter. Per il legale, il furgoncino in uso a un’azienda edile occupava una posizione differente rispetto a quella rilevata. Come precisato nell’istanza, vi erano anche testimoni che confermavano questa tesi. Niente. Archiviazione. Pochi giorni prima di perdere la vita, Cristiano affidò ai social network un suo pensiero: «Se in questa vita sono solo di passaggio… me la voglio godere, non voglio un assaggio!». Il post assunse le sembianze di una triste premonizione. Cristiano frequentava l’istituto tecnico nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento, spesso aiutava il padre a lavoro, in una attività commerciale di Sant’Agata sui due Golfi, frazione di Massa Lubrense. Poi la tragedia, cinque anni fa. Una morte, secondo la famiglia, rimasta senza giustizia, senza colpevoli, senza chiarezza.

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