Appalti e mazzette, parte il processo alla Tangentopoli di Torre Annunziata

Ciro Formisano,  

Appalti e mazzette, parte il processo alla Tangentopoli di Torre Annunziata

Comincerà il prossimo 21 ottobre, alla vigilia della festa della Madonna della Neve, il processo sulla presunta Tangentopoli di Torre Annunziata. Unico imputato: Nunzio Ariano, l’ex capo dell’ufficio tecnico comunale arrestato a dicembre dello scorso anno con l’accusa di induzione indebita. I giudici hanno accolto la richiesta di giudizio immediato firmata dalla Procura di Torre Annunziata. Secondo i pm (coordinati dal Procuratore Nunzio Fragliasso) le prove raccolte a carico di Ariano sono schiaccianti. Per l’ex numero uno dell’ufficio tecnico comunale, dunque, non ci sarà l’udienza preliminare. Ariano ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato.  Una svolta che arriva a circa un anno dall’arresto che ha dato il via ad uno scandalo giudiziario capace di gettare ombre inquietanti sul Comune. Immagini di un passato oscuro che sono tornate a galla il 28 dicembre, quando gli uomini della guardia di finanza – guidati dal colonnello Agostino Tortora – hanno fermato Ariano nei pressi delle Sette Scogliere. Il dirigente, già pedinato da tempo, è stato fotografato mentre intascava due mazzette da 5.000 euro l’una. Duecento banconote da 50 euro che gli uomini in divisa hanno trovato e sequestrato, nel cappotto di Ariano, poco dopo l’appuntamento con un imprenditore. Secondo l’accusa quei soldi rappresentano una tangente che l’ex capo dell’Utc avrebbe riscosso in cambio dell’affidamento di un appalto da oltre 200.000 euro per i lavori di ristrutturazione di alcune scuole cittadine. Ariano ha ammesso di aver intascato la tangente, ma nel corso dell’udienza di convalida del fermo ha sottolineato che si è trattato di un episodio isolato. Non la pensa così, però, la Procura di Torre Annunziata. Secondo gli inquirenti quella tangente rappresenta solo uno dei tasselli di un sistema assai più ampio. L’ex capo dell’Utc, infatti, deve rispondere in questo processo anche di un’altra mazzetta che avrebbe riscosso in cambio della firma su un mandato di pagamento per alcuni lavori eseguiti – sempre dallo stesso imprenditore – nel rione Penniniello. Per i pm Ariano non sarebbe l’unico protagonista dello scandalo. In quel sistema ritratto dalle indagini sarebbero invischiati anche i politici. L’imprenditore edile indagato assieme ad Ariano, infatti, ha raccontato ai magistrati che una parte della tangente era destinata, appunto alla parte politica. A conferma dei sospetti degli inquirenti c’è l’inchiesta parallela che a giugno ha portato all’arresto dell’ex vicesindaco Luigi Ammendola (poi scarcerato dopo pochi giorni dal tribunale del Riesame). Ammendola è indagato a piede libero per il reato di induzione indebita.

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