Castellammare. Scoperte cento piante di marijuana nelle Antiche Terme

Tiziano Valle,  

Castellammare. Scoperte cento piante di marijuana nelle Antiche Terme

Una piantagione di marijuana sul costone che sovrasta le Antiche Terme di Castellammare. Cento piante, alcune alte oltre tre metri, occultate tra la vegetazione a pochi passi dai binari della Circumvesuviana. A scoprirle sono stati i carabinieri della compagnia stabiese e della stazione di Gragnano, nell’ambito di un’inchiesta sui narcotrafficanti dei Monti Lattari che da oltre un decennio hanno stretto un patto di ferro con il clan D’Alessandro, egemone a Castellammare.I militari hanno provveduto a sequestrare e distruggere le piante che essiccate, lavorate dai manovali della camorra, suddivise in dosi e rivendute nelle piazze di spaccio del territorio avrebbero fruttato circa 150mila euro.La piantagione è stata ritrovata su un terreno demaniale. Per raggiungerlo bisognava superare un piccolo cancello nella zona delle fonti e poi risalire il costone. Probabile che a sistemare lì le piante sia stato qualcuno che ben conosce il territorio e magari ha pensato di poter sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine, che già da anni stanno radendo al suolo tutte le coltivazioni di canapa indiana sui Monti Lattari.Non si tratta del sequestro più grosso messo a segno dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, ma la scelta dell’area dove piantare la marijuana fa comprendere la sfrontatezza dei narcotrafficanti. Cento arbusti di oltre tre metri di canapa indiana sistemati a ridosso del parco idropinico delle Antiche Terme, dove sgorgano le fonti che dovrebbero garantire ricchezza alla città e invece da troppo tempo sono negate alla gente.Quel parco che finora è stato riaperto solo per qualche spettacolo, ma resta abbandonato per gran parte dell’anno. E’ proprio sfruttando questo stato di abbandono che evidentemente c’è chi ha pensato di poterlo violare per coltivare marijuana. E forse chissà già da quanto tempo.Un episodio che fa tornare in mente quanto accaduto nel 2015. Dopo il fallimento della partecipata Terme di Stabia, alcuni dipendenti della società si barricano nello stabilimento delle Antiche Terme trascorrendo anche molte notti all’interno della struttura, in attesa di risposte dalla politica mai arrivate.Quando decidono d’interrompere l’occupazione della struttura, i lavoratori consegnano le chiavi alle forze dell’ordine raccontando di essere stati minacciati addirittura da persone che gli hanno scagliato contro bottiglie di vetro per costringerli ad andare via. La loro presenza lì non è gradita perché attira polizia e carabinieri che spesso arrivano nello stabilimento per verificare come procede quella protesta pacifica. Quegli episodi vengono banalizzati, velocemente dimenticati, ma sembrano tornare d’attualità oggi che si scopre che qualcuno con tutta probabilità riesce ad entrare nelle Antiche Terme per scegliere l’area dove piantare marijuana, sfruttando l’abbandono della struttura.Toccherà ai carabinieri, adesso, provare a dare un volto e nome ai criminali.

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