Vico Equense. Da sindaco a consigliere, parla Buonocore: «Non sono un burattino, rinuncio ad altri 5 anni»

Salvatore Dare,  

Vico Equense. Da sindaco a consigliere, parla Buonocore: «Non sono un burattino, rinuncio ad altri 5 anni»

«È stata una mia scelta, anche sofferta. Ma antepongo il bene comune a quello personale. Evito tensioni con persone che sono al mio fianco in quest’esperienza». Andrea Buonocore lo dice sospirando, nelle sue parole c’è un filo di amarezza, forse anche di rimpianto. Perché da sindaco uscente di Vico Equense non potrà riconquistare la fascia tricolore e ha voluto, anche dovuto, abdicare. Rinuncia a un possibile secondo mandato, fa un passo di lato a dispetto della legittima ambizione di altri cinque anni di governo. La sua maggioranza e una corrente dell’opposizione, ora alleate, gli hanno preferito Giuseppe Aiello, capogruppo di una squadra che a tratti ha dato l’impressione di scricchiolare, in particolare sulla grana del bilancio con assessori alle finanze cambiati rapidamente, come si fa coi calzini. L’uscita di scena di Buonocore sembra un deja vu visto che nel 2016, sul filo di lana, proprio lui sorpassò a poche ore dalla presentazione delle liste il suo attuale vice Franco Lombardi, inizialmente indicato come candidato alla carica di primo cittadino. Ora tocca a Buonocore farsi da parte per tenere salda la squadra visto che, come dicono fonti della maggioranza, il suo profilo «non riscaldava» anime e cuori di consiglieri e assessori. «Il mio nome divideva? Forse sì, forse no, fatto sta che sono state assunte decisioni diverse dall’indicazione di una mia ricandidatura. Una strategia che rispetto e su cui ho detto la mia in modo libero. Ma sia chiaro: sono una persona perbene, che ragiona con la propria testa. Il gruppo ha optato per Aiello, ne ho preso atto e darò un contributo al mio candidato sindaco». Eh sì, perché Buonocore è in corsa come “semplice” consigliere nella civica “Tra la gente” («Il mio posto» aggiunge il sindaco), una delle cinque liste a sostegno di Aiello. Ma è evidente che dietro le quinte aleggia l’ombra di Gennaro Cinque, l’ex sindaco che dall’anno scorso è consigliere regionale dell’Udc: è stato lui il grande regista della staffetta tra Buonocore e Aiello, addirittura candidandosi al consiglio comunale (se venisse eletto, dovrà decidere tra la poltrona al Centro direzionale e quella nella sua Vico Equense). La pensa così l’avversario Maurizio Cinque, oggi di nuovo candidato che cercherà di riscattare il cocente ko del 2016 quando fu sconfitto al ballottaggio – proprio da Buonocore – per 32 voti. Lo rimarca il Pd di Vico Equense, che con M5S e +Europa completa in una civica la coalizione di sei liste che scommettono proprio su Maurizio Cinque. «Il puparo ha scelto il nuovo burattino per raccontare sempre la stessa storia» si legge in una nota dei dem diffusa su Fb. Riferimento, chiaro, a Gennaro Cinque. Sul punto Buonocore è lapidario: «Sono stato un sindaco che ha ragionato col suo cervello, senza tornaconti personali. Ho testa, cuore, personalità, idee. Non dipendo da nessuno. Gennaro Cinque è un politico in grado di incidere, indirizzare, suggerire, determinare. Io però rivendico la mia indipendenza e la bontà del lavoro svolto. Nel 2016 alcune delle mie civiche furono escluse e divenni sindaco con una sola lista. Fu un miracolo reso possibile pure dal contributo degli alleati». Chi è oggi Buonocore? «Uno dei tanti candidati al consiglio comunale che si sottoporrà al giudizio della gente e che non ha voluto creare problemi o discussioni. Non so quanti farebbero il mio stesso gesto nel nome del gruppo».

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