Stazione Circum Miglio d’Oro, l’odissea dei turisti: «Ostaggio di orari e disservizi»

Teresa Borriello,  

Stazione Circum Miglio d’Oro, l’odissea dei turisti: «Ostaggio di orari e disservizi»
La stazione «fantasma» di Ercolano

Ercolano. Era arrivato da Bologna con l’obiettivo di visitare le «grandi bellezze» all’ombra del Vesuvio. Si è trovato, invece, catapultato nell’inferno di ritardi e disservizi della Circum. è la storia di Enrico, 24 anni, finito nel «tritacarne» del nuovo piano di esercizio dell’Eav.

Quanti giorni hai trascorso a Napoli?

Ho passato quattro giorni tra Napoli e provincia. Il mio intento era trascorrere un felice soggiorno, alla scoperta delle meraviglie artistiche di questa città. Ma è stato davvero difficile stare qui.

Perché difficile?

È davvero difficoltoso spostarsi, l’ho notato subito. È arduo rispettare orari e appuntamenti, specialmente adesso.

Cos’è successo?

Volendo visitare gli Scavi di Ercolano, mi sono ritrovato in una bolgia infernale, che non dimenticherò facilmente. Il treno ha ritardato di circa venti minuti, provocando il mio ritardo anche all’ingresso del Parco Archeologico; una volta partito, dalla stazione di “Villa delle Ginestre”, ho constatato la mancanza di controlli e autorità competenti. Ho notato altresì i vagoni sovraccarichi: c’era poca distanza di sicurezza tra le persone a bordo. Nel corso del mio viaggio, numerosi sono stati i rallentamenti sulle rotaie. Spingendo lo sguardo più in là ho avuto modo di notare stazioni diroccate, fatiscenti e poco sicure.

Cosa ti ha sconvolto maggiormente?

Tra i ritardi, i rallentamenti e un treno stracolmo di persone abituate a tutto questo, mi ha sicuramente sconvolto il fatto che alcune fermate nevralgiche siano state saltate. Mi riferisco alla fermata di “Ercolano-Miglio d’Oro”, poiché l’avevo fissata come capolinea della mia corsa, per poter ammirare la strada che ospita alcune tra le più meravigliose ville vesuviane.

Quale ricordo accompagnerà maggiormente questa tua esperienza?

Vedere un immane patrimonio artistico non coadiuvato da un’adeguata rete di trasporti mi ha fatto molto pensare. Ugualmente ho riflettuto sull’abitudine che hanno ormai i cittadini, rassegnati a ritardi e soppressioni, imprevisti e pericoli.

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