Tagli-Circum, petizione a Torre del Greco per «salvare» la stazione villa delle Ginestre

Alberto Dortucci,  

Tagli-Circum, petizione a Torre del Greco per «salvare» la stazione villa delle Ginestre
La stazione centrale di Torre del Greco

Torre del Greco. Una raccolta di firme per «salvare» la stazione Circum di Villa delle Ginestre dal drastico taglio delle corse deciso dai vertici dell’Eav, il colosso dei trasporti incaricato di garantire i collegamenti tra Napoli e la provincia: a una settimana dall’entrata in vigore del nuovo programma di esercizio delle linee vesuviane, scatta la protesta di pendolari e studenti della periferia di Torre del Greco. Pronti a contestare la drastica riduzione delle fermate a Villa delle Ginestre e a invocare un immediato «ritorno al passato» a salvaguardia di mobilità e ambiente. Temi, in teoria, cari alla classe politica del territorio – rappresentato in Regione Campania da Loredana Raia e dal suo «partner elettorale» Mario Casillo, il primo a esultare attraverso i social per il nuovo programma di esercizio sulle linee vesuviane – eppure «sacrificati» sull’altare della politica sulle rotaie.

La petizione popolare

La richiesta di revisione degli orari sarà indirizzata ai vertici dell’Ente Autonomo del Volturno – il direttore generale Umberto De Gregorio, il direttore del trasporto ferroviario Arturo Borrelli e il direttore delle infrastrutture Giancarlo Gattuso – nonché al sindaco Giovanni Palomba: «La riduzione delle fermate causa serissimi problemi a centinaia di lavoratori e studenti – la premessa dei sottoscrittori della petizione – senza dimenticare i visitatori diretti alla “casa” di Giacomo Leopardi oppure al Colle di Sant’Alfonso, centro di turismo religioso». Un «volume di viaggiatori» stimato intorno ai 3.000 cittadini al giorno – la stazione di via Giovanni XXIII rappresentata un punto di riferimento per circa 400 famiglie della zona, a cui si aggiungono gli insegnanti dell’istituto comprensivo Giovan Battista Angioletti e gli studenti diretti alla biblioteca comunale di villa Macrina e i clienti di numerosi B&b del quartiere – e ora destinato a restare a piedi o a trovare soluzioni non propriamente eco-compatibili.

Allarme per la salute

I sottoscrittori della raccolta firme evidenziano non solo problemi legati alla mobilità, ma anche criticità ambientali e legate all’attuale emergenza sanitaria: «Questo provvedimento sembra non tenere conto del cittadino – prosegue la petizione – e apre a due quesiti cruciali: ci si chiede se in un periodo in cui, a causa della pandemia da Covid-19, in cui viene chiesto di evitare assembramenti e di essere cauti per contenere il contagio, siano opportuni provvedimenti del genere. In secondo luogo, il nuovo programma di esercizio sembra non tenere assolutamente conto di delicati temi come emergenza climatica e riduzione delle emissioni di gas, incentivando l’uso di auto o mezzi su gomma». Di qui, l’ultimo appello – inoltrato per opportuna conoscenza al sindaco Giovanni Palomba – affinché l’Eav ritorni sulla propria decisione, evitando ulteriori mortificazioni alla quarta città della Campania.

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