Torre Annunziata. Il ras dei Gionta dopo l’agguato: «Hanno fatto fuoco 2 killer, non li conosco»

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Il ras dei Gionta dopo l’agguato: «Hanno fatto fuoco 2 killer, non li conosco»

Hanno sparato sotto gli occhi dei bambini, rischiando di colpire anche qualche passante. Hanno sparato in pieno centro. Hanno sparato per uccidere un ras dei Gionta, uno della vecchia guardia che per anni ha servito i padrini dei Valentini. Sono quasi le sei del pomeriggio quando Torre Annunziata sprofonda di nuovo all’inferno, schiacciata dal peso dei proiettili esplosi da due sicari in sella ad uno scooter di grossa cilindrata. Sotto i loro colpi finisce Michele Guarro, cinquantasettenne pluripregiudicato ritenuto legato ai Gionta. Gli hanno sparato per ucciderlo e solo dopo una rocambolesca fuga è riuscito a salvarsi dalla furia dei suoi assassini. Guarro era partito da via De Simone, dove si trova la sua abitazione, in sella al suo scooter, intorno alle 17 e 30.  Pochi minuti e il pregiudicato arriva sotto il portone di un palazzo di corso Vittorio Emanuele III, a due passi dalle abitazioni di diversi uomini del clan Gionta e dal quartier generale dei “Tittoni”, il clan dei narcos specializzati nel traffico di stupefacenti. A pochi passi da lì, a maggio del 2020, qualcuno ha provato ad uccidere Giuseppe Carpentieri, il genero di Valentino Gionta. Guarro forse sta aspettando qualcuno. Guarda l’orologio in maniera nervosa. All’appuntamento, però, si presentano due uomini in sella a un motorino. Hanno il volto coperto da casco e mascherine. Uno dei due tira fuori una pistola e inizia a sparare all’impazzata una raffica di colpi. Chi assiste alla scena scappa mentre dai balconi riecheggiano grida di paura. Guarro prova a sfuggire alla furia dei sicari. Ma i colpi lo feriscono ad una natica e alle gambe. Il pregiudicato si rintana in un palazzo. I sicari non lo seguono. Guarro, dopo la fuga dei killer si trascina in strada e resta a terra, immerso in una pozza di sangue al centro della carreggiata. Arriva la polizia sul posto, viene immediatamente contattata un’ambulanza, ma i familiari del pregiudicato decidono di portarlo subito in ospedale senza attendere i soccorsi. Un atto di forza dinanzi agli uomini in divisa. Il cinquantasettenne arriva alle porte del “San Leonardo” di Castellammare di Stabia. Non rischia la vita, ma ha perso molto sangue. Immediatamente la polizia avvia le indagini. Il pregiudicato è stato già ascoltato in ospedale dagli agenti del commissariato di Torre Annunziata. Ha detto di non conoscere quei due uomini. Ha detto di non aver subito minacce. Una tesi che non convince a pieno gli investigatori che questa mattina  torneranno in ospedale per ascoltarlo. La verità sul delitto, però, la potrebbero raccontare le immagini della videosorveglianza comunale presenti in quella zona. Proprio ai piedi del palazzo nel quale Guarro è scappato c’è una telecamera recentemente installata. Una prova che potrebbe inchiodare i sicari che ieri pomeriggio hanno fatto ripiombare all’inferno Torre Annunziata.ion

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