La rinascita degli Scavi, 445mila turisti a Pompei

Salvatore Piro,  

La rinascita degli Scavi, 445mila turisti a Pompei

Scavi, è netta ripresa. Certificata, ora, anche dai numeri. La seconda estate sconvolta dalla pandemia da Covid-19, la prima interessata dall’obbligo del green pass per i visitatori, si conclude infatti con circa 445mila turisti italiani e stranieri tornati a visitare gli Scavi e la città di Pompei dopo la fine dell’ultimo lockdown. Statistiche confortanti, cifre reali oltre che ufficiali, diffuse ieri pure dall’area stampa del Parco Archeologico. Lo scatto verso un effettivo segnale di ripresa – rispetto al nefasto 2020, che nell’intero anno aveva visto 565mila visitatori varcare i cancelli d’ingresso degli Scavi di Pompei – è stato registrato specialmente ad agosto: 238.253 i ticket staccati nel complesso, quasi il doppio rispetto ai  126.873 ingressi dell’agosto 2020. Sono esattamente 447.088 i visitatori tornati a passeggiare tra le rovine della città antica nel 2021: 62.953 a giugno, 145.882 a luglio e infine, come già sottolineato, 238.253 nel solo mese di agosto. Nemmeno il green pass, insomma, è stato un problema. Così come in altri luoghi della cultura italiana, come gli Uffizi di Firenze, che hanno registrato numeri ancora più confortanti rispetto a Pompei: oltre 157 mila visitatori solo nella prima metà di agosto, il 70% in più rispetto al 2020, solo il 23% meno del 2019 che fu un anno d’oro per presenze e incassi. «Da maggio a oggi abbiamo avuto una crescita costante e continua – ha sottolineato in merito il direttore Eike Schmidt  – nemmeno il green pass è stato mai un problema, i nostri visitatori arrivano preparati con la carta verde o col tampone fatto». Servizi e organizzazione per la ripresa del turismo e il rilancio dell’economia. E’ successo a Firenze così come a Pompei, dove il giovane Sovrintendente italo-tedesco Gabriel Zuchtriegel, a partire dallo scorso 6 agosto, ovvero da quando è necessario esibire la certificazione verde Covid (vaccino o certificato di tampone antigenico con esito negativo) per entrare nei siti della cultura e dell’arte in tutta Italia, ha inaugurato uno speciale servizio di tamponi rapidi agli scavi somministrati inoltre in maniera gratuita ai visitatori. Una mossa che, alla fine, ha pagato. «In una situazione di emergenza globale, compito di chi gestisce un luogo della cultura deve essere di conciliare al meglio le esigenze di salute e sicurezza pubblica con la nostra missione di essere un luogo inclusivo» ha dichiarato il Sovrintendente di Pompei. Lo stesso Zuchtriegel, lo scorso 19 agosto, aveva inoltre chiesto aiuto al Comune e all’Asl per ampliare «il servizio relativo alla somministrazione di tamponi rapidi antigienici» ai visitatori sprovvisti della certificazione verde anti Covid. Alla richiesta di soccorso, l’amministrazione comunale del sindaco Carmine Lo Sapio e la direzione sanitaria dell’Asl Napoli 3 Sud hanno risposto il 7 settembre con la firma di un apposito protocollo d’intesa. Un documento con il quale il Comune di Pompei «si è impegnato a espletare gli adempimenti amministrativi» necessari per l’individuazione di laboratori specialistici privati e accreditati in Regione Campania che, fino alla fine del 2021, effettueranno il servizio di somministrazione di tamponi rapidi molecolari ai visitatori del Parco Archeologico sprovvisti di green pass. Contemporaneamente alla firma del protocollo d’intesa, il Comune ha bandito anche un avviso di manifestazione d’interesse per l’individuazione di centri sanitari accreditati che siano in grado di «fornire supporto al presidio Asl Napoli 3 Sud». L’avviso pubblico scadrà il 13 settembre, sono 3 i laboratori privati che, al momento, hanno già presentato domanda per l’affidamento.

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