Pompei. Scarichi nel Sarno, sotto sequestro una lavanderia

Tiziano Valle,  

Pompei. Scarichi nel Sarno, sotto sequestro una lavanderia

Lo scarico fuorilegge era stato studiato e ideato a tavolino, nascosto tra le sterpaglie che ingoiano gli argini fantasma del fiume Sarno. Un piano perfetto per evitare i costi legati allo smaltimento che prevede un innovativo sistema di depurazione  che necessita peraltro di specifica ed espressa autorizzazione. Un raggiro che stavolta non è sfuggito agli occhi elettronici dei droni che, sorvolando su Pompei, hanno immortalato chiazze di schiuma e materiale tossico nelle acque del corso non a caso ribattezzato il «più inquinato d’Europa». Tra queste l’ipoclorito di sodio, una sostanza  particolarmente nociva per gli ambienti acquatici. Così è finita sotto sequestro una nota lavanderia industriale di Pompei, nella zona periferica di Messigno, dove lavorano sedici dipendenti, che baypassava il suo impianto di depurazione scaricando direttamente nella rete fognaria bianca e poi nel Sarno. Un’operazione firmata dai tecnici della Gori, insieme alla Capitaneria e alla polizia della Città Metropolitana. Coi controlli finalizzati a incastrare gli eco-criminali che sversano nel fiume Sarno, gli uomini in divisa hanno scoperto lo scarico fuorilegge di una lavanderia industriale di Pompei. Dalle foto e dalle riprese dall’alto assicurate dai droni, sono emerse strane macchie di schiuma, miste ad altro materiale tossico. Di seguito è scattato il blitz nella zona, dove è stato smantellato il sistema studiato per raggirare i costi legati allo smaltimento. La lavanderia era autorizzata a uno scarico nelle acque idriche superficiali, ma vantava un sistema di depurazione obsoleto e dunque non regolare secondo le normative vigenti nella sfera ambientale. Da qui la stretta che è costata una denuncia per violazione della normativa ambientale a carico dei proprietari dell’esercizio commerciale di Pompei. L’attività è finita sotto sequestro e potrà riaprire soltanto se rinnoverà il sistema di depurazione. Un’indagine meticolosa – da parte di Gori, Capitaneria e polizia della Città Metropolitana, su indicazione della Procura di Torre Annunziata – che ha permesso di incastrare uno degli eco-criminali che sversano illegalmente nel fiume Sarno, rendendolo inquinato. Recentemente altri controlli sono stati garantiti a Pompei lungo il Canale Marna, affluente del Sarno, dove da tempo i residenti lamentano forti miasmi dalle acque visibilmente torbide e maleodoranti.

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