Torre Annunziata, duecento euro per una stesa: così la camorra arruola i ragazzini

Giovanna Salvati,  
Ciro Formisano,  

Torre Annunziata, duecento euro per una stesa: così la camorra arruola i ragazzini

Duecento euro per chi fa parte delle “paranze”, le ronde armate che a colpi di agguati e stese stanno terrorizzando la città. Qualche euro in meno per gli altri affiliati che si occupano della droga. Telefoni e tatuaggi, invece, per gli aspiranti camorristi minorenni che vanno in giro nei negozi a chiedere le estorsioni ai commercianti ogni settimana. Eccolo il libro mastro della camorra, le paghe da fame con le quali i clan comprano la miseria dei vicoli e assoldano le nuove leve a Torre Annunziata. Una realtà dove il 57% dei cittadini è disoccupato, dove 2.300 famiglie vivono con il reddito di cittadinanza, dove oltre 11.000 persone (secondo i dati dei sindacati) si arrangiano alla meglio. Un esercito che annaspa sull’orlo del baratro e che rischia di finire nelle braccia dei boss.  Numeri che danno il senso della terrificante emergenza sociale e criminale che tiene in scacco da  tempo Fortapàsc. Numeri finiti anche nel mirino delle forze dell’ordine che assieme alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli lavorano per srotolare l’intricata matassa che spezza il fiato a una città stritolata tra miseria e camorra. E così ai clan basta un pugno di euro per convincere anche i più giovani a passare dalla parte sbagliata. Un commando di ragazzini, spesso minorenni pronti a travestirsi da baby killer impugnando una pistola o un kalashnikov per intimorire o addirittura ammazzare i propri rivali. Dettagli inquietanti che si innestano nelle indagini sui nuovi equilibri criminali di Torre Annunziata. Quei soldi, infatti, rappresentano solo una minima parte della pioggia di quattrini pioviti nelle casse delle cosche negli ultimi mesi. Le inchieste della magistratura hanno accertato che i clan sono tornati alla carica nella raccolta delle estorsioni. Nel primo incontro del nuovo comitato anti-camorra nato qualche giorno fa è stato rilanciato l’allarme. «Gli esattori delle cosche sono tornati a chiedere il pizzo ogni settimana», le parole firmate dal senatore Sandro Ruotolo. Altro particolare inquietante sulla nuova potenza economica delle cosche è rappresentato dal fatto che i clan sarebbero tornati – dopo un periodo di crisi profonda – a pagare gli stipendi agli affiliati in carcere per comprare il silenzio ed evitare possibili nuovi pentimenti. Di fatto il welfare della malavita si è rimesso in moto grazie ai nuovi introiti illeciti. Ed è proprio l’affare racket una delle principali piste investigative che uniscono la lunghissima serie di episodi criminali registrati a Torre Annunziata dall’inizio dell’anno. Una guerra che conta quaranta raid tra stese, bombe e agguati. Dati ai quali si aggiunge l’omicidio che domenica mattina è costato la vita a Francesco Immobile.  Episodi dietro i quali potrebbe anche celarsi la mano dei baby-rampolli. Le nuove leve spedite nella trincea della faida dai padrini senza scrupoli. I nuovi camorristi nati nei vicoli della miseria e pronti a sparare e uccidere in cambio di un pugno di euro.

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