Riello scuote i cittadini: «Non votate i corrotti e armatevi di cultura»

Tiziano Valle,  

Riello scuote i cittadini:  «Non votate i corrotti e armatevi di cultura»

«In Italia si scrive una legge al giorno. Sono diventate troppe e vengono scritte sempre peggio. Se il Parlamento si fermasse un giorno e pensasse a come risistemarne qualcuna, invece di scaraventarcene addosso altre, io sarei felice». E’ un fiume in piena Luigi Riello, procuratore generale di Napoli, ospite alla presentazione del libro realizzato da Metropolis per i 90 anni dell’Amerigo Vespucci.

In 15 minuti spazia dagli elogi alla rassegna letteraria voluta dal Comune «perché solo investendo nella cultura possiamo far emergere dalla clandestinità le forze sane del territorio»; ai giovani «che rappresentano la speranza per il futuro»; agli operai di Fincantieri «perché Castellammare è la città dei lavoratori e delle persone oneste». E fissa al terremoto del 1980, il punto di svolta che ha generato decenni di anni bui: «In quel momento la camorra da parassitaria è diventata imprenditrice, cominciando a fare affari con la politica corrotta e l’imprenditoria malsana, che esistono ancora oggi».

«Stiamo cominciando ad uscire dal tunnel, ma la guerra non è ancora finita», sostiene Riello che invoca «leggi più severe rispetto a quelle che abbiamo oggi – e afferma – le carceri dalle porte girevoli non mi piacciono. Chi denuncia non può vedere queste persone in libertà dopo pochi giorni. I benefici penitenziari vanno dati a coloro che li meritano, non all’ingrosso».

Secondo il procuratore generale l’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine per liberare il territorio dalla camorra, dev’essere sostenuto: «Noi arriviamo sempre dopo che i fatti sono accaduti – spiega Riello – Continueremo a stargli con il fiato sul collo, ma abbiamo bisogno delle forze sane che hanno forza e voglia di costruire. Investendo sulla cultura, sulla scuola, sui giovani, possiamo far venir fuori dalla clandestinità la parte sana di Castellammare, che deve spronare i politici onesti ed alzare una barriera nei confronti di quelli corrotti». Riello non usa mezzi termini: «Le persone perbene hanno un’arma fondamentale: il voto – continua – I politici disonesti non devono essere votati».

Il procuratore generale, inoltre, rimarca la visione di Metropolis di uno sviluppo che non può prescindere dalla collaborazione e dall’unione d’intenti tra politici, associazioni e cittadini dei diversi Comuni dell’area : «Mi è piaciuto il discorso dell’interferenza tra città vicine, che non possono considerarsi monadi, perché sono interdipendenti ». Una sinergia contro i camorristi: «Che non devono avere diritto di cittadinanza », tuona Riello che plaude anche al lavoro svolto dalla Procura di Torre Annunziata «che sta affrontando con decisione il tema del fiume Sarno assieme alle altre Procure competenti, sequestrando industrie che scaricano in quella fogna a cielo aperto, impedendo al nostro territorio di investire su una risorsa fondamentale come il mare».

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