Sant’Agnello. La telenovela housing, dissequestro annullato: altro round al Riesame

Salvatore Dare,  

Sant’Agnello. La telenovela housing, dissequestro annullato: altro round al Riesame

Nuova puntata della telenovela giudiziaria dell’housing sociale di Sant’Agnello. Su ricorso della Procura di Torre Annunziata, la Cassazione ha annullato il dissequestro delle 53 case. Il provvedimento era stato inizialmente adottato lo scorso maggio dal Tribunale del Riesame di Napoli che aveva accolto l’istanza dell’ingegnere Antonio Elefante, progettista della società Shs a cui il Comune rilasciò il permesso di costruire poi finito al centro dell’inchiesta. Le motivazioni addotte dalla Suprema Corte non sono state ancora pubblicate. In pratica, però, vengono già a galla dei punti cruciali: il Riesame dovrà tornare a esprimersi sul sequestro del complesso di via monsignor Bonaventura Gargiulo e stavolta lo dovrà fare seguendo le indicazioni che la Suprema Corte evidenzierà nella sua ordinanza. Alla luce dell’annullamento con rinvio, è comunque ipotizzabile che la Cassazione abbia ritenuto non adeguatamente motivate o addirittura carenti le ragioni che avevano indotto proprio il Riesame ad annullare il sequestro delle case. Sequestro che, per ora, non può essere nuovamente eseguito. Motivo? Innanzitutto, bisognerà attendere la nuova decisione del Riesame che, a sua volta, potrà essere oggetto di ricorso sia dai pm sia da Elefante con un’altra udienza in Cassazione che, soltanto in questo caso, sancirà la parola finale sulla legittimità o meno del sequestro (e non del permesso incriminato). «Resto molto fiducioso sugli sviluppi della vicenda – sottolinea Elefante – Attendiamo di capire cosa abbia indotto la Cassazione a rinviare tutto al Riesame. Nei fatti però per ora nulla cambia». Ora potrebbe slittare anche un’altra pronuncia sempre del Riesame che dovrà esprimersi, sull’indagine dell’housing, per una seconda richiesta di sequestro dell’area. Insomma, un labirinto di ricorsi, difese, udienze e verdetti che alimenta preoccupazione per le famiglie che sperano prima o poi di poter concludere l’acquisto degli appartamenti. Alcuni assegnatari hanno già fatto ingresso nelle palazzine dopo il dissequestro ma diversi notai non intendono firmare rogiti né le banche sembrano disposte a concedere mutui per gli acquisti degli appartamenti poiché oggetto di indagini. Per questo, dopo confronti e trattative, alcuni nuclei familiari hanno trovato un’intesa per l’ingresso negli alloggi pagando – dopo aver già anticipato fior di quattrini frutto di impegni e sacrifici – una sorta di canone che verrà “scalato” dal prezzo finale delle abitazioni vendute da Elefante. Non va dimenticato che per il progetto sono indagate 15 persone: oltre Elefante e il suo socio in Shs, Massimiliano Zurlo, hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini il sindaco Piergiorgio Sagristani, il vicesindaco Giuseppe Gargiulo, gli assessori Maria Di Martino, Clara Accardi e Attilio Massa, gli ex assessori Pasquale Esposito e Antonino Castellano, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico Francesco Ambrosio, i dipendenti comunali Raffaele Palomba e Pietro Iaccarino, l’ausiliario di polizia giudiziaria, l’ingegnere Paola De Maio, e gli amministratori dell’impresa New Electra, Danilo Esposito e Francesco Gargiulo, dirigenti della ditta esecutrice delle opere. La Procura tuttora non ha formulato nei confronti degli indagati eventuali richieste di rinvio a giudizio o archiviazione.

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