Deiulemar, svolta-trust: 100 milioni da recuperare, causa a Torre Annunziata

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, svolta-trust: 100 milioni da recuperare, causa a Torre Annunziata

Torre del Greco. L’attesa svolta è stata annunciata direttamente dalla curatela della società di fatto costituita dagli armatori-vampiri della Deiulemar compagnia di navigazione: la causa contro alcuni trustees esteri è stata assegnata alla giustizia italiana tribunale di Torre Annunziata. Una decisione importante per i 13.000 risparmiatori travolti dal «grande crac» all’ombra del Vesuvio, perché potrebbe accelerare la corsa al recupero dei soldi finiti nelle «scatole cinesi» distribuite in tutto il mondo. Non quattro spiccioli, ma una somma stimata tra i 70 milioni e i cento milioni. Vale a dire circa il 10% del fallimento dell’ex banca privata di Torre del Greco.

L’ultimo verdetto

A regalare la speranza di mettere in fretta le mani sul tesoretto delle famiglie Della Gatta-Iuliano-Lembo è stata l’ultima sentenza della suprema corte di Cassazione sulla «competenza territoriale» della causa contro alcuni trustees esteri in cui sono finiti proprietà e soldi degli armatori-vampiri. I giudici hanno sostanzialmente accolto la tesi della curatela della società di fatto – rappresentata in giudizio dagli avvocati Monica Ceravolo e Livio Persico – e assegnato la causa per recuperare le somme sottratte ai creditori ai magistrati del palazzo di giustizia di via Nazionale. In pratica, niente temute trasferte all’estero – in «terre minate» come i paradisi fiscali in cui gli armatori-vampiri avevano convogliato i propri beni – e tempi processuali sensibilmente ridotti: «Confidiamo che il successo ottenuto – confermano Giuseppe Castellano, Antonio de Notaristefani di Vastogirardi e Massimo Di Pietro – possa rendere più veloce lo sviluppo futuro dei processi, fino alla decisione di merito e allo sperato recupero dei soldi».

Il valore del contenzioso

La «stima» della causa non può essere quantificata con esattezza, ma il contenzioso contro i trustee esteri si inserisce sicuramente al secondo posto – in termini di «peso economico» in favore degli obbligazionisti – alla spalle della «battaglia da 393 milioni» contro Bank of Valletta, l’istituto di credito di Malta legato a doppio filo alla Deiulemar compagnia di navigazione. Tra i trust al centro della causa c’è il noto trust Fusons riconducibile ai fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta nonché il trust intestato a un prestanome dell’ex comandante Giuseppe Lembo: scatole cinesi in cui sono finiti diversi immobile di pregio – in primis, la sede dell’attuale commissariato di polizia e la «casa» della guardia di finanza – e imprecisate somme di denaro. Insomma, una speranza concreta di mettere – in tempi relativamente brevi – le mani su un pezzo di tesoro in grado di regalare una bella boccata d’ossigeno alle vittime del «grande crac». In attesa del «colpo grosso» legato alla madre di tutte le cause contro Bank of Valletta.

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