Torre Annunziata. Duecento runner contro la camorra

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Torre Annunziata. Duecento runner contro la camorra

Torre Annunziata. In duecento “in cammino” per dire no alla camorra e chiedere giustizia per Maurizio Cerrato, il 61enne custode degli Scavi di Pompei ucciso in via IV Novembre, nell’aprile scorso, a colpi di compressore e coltello per difendere la figlia dopo una brutale aggressione scattata a seguito di una lite per motivi di parcheggio. E’ stato il passo svelto, incessante, sincero e rumoroso a segnare finalmente la ribellione della società civile e della parte sana di Torre Annunziata. Ieri sera, alle ore 19 in punto, circa duecento runner appartenenti all’associazione podistica “Torre Annunziata Oplonti-Trecase Run” – la stessa che Maurizio “runner fin da quando aveva appena 20 anni” così come ha ricordato ieri sera Tania Cerrato, una delle due giovani figlie ora rimaste orfane di papà Maurizio – hanno così voluto onorare la memoria del loro “amico di sempre”. E’ stata una marcia simbolica contro il malaffare torrese, l’attuale escalation di barbari omicidi e soprattutto contro la camorra quella che ha visto scendere per strada e a passo svelto, a partire dal luogo simbolo della giustizia, ovvero il tribunale di Corso Umberto fino ai giardini pubblici in viale Marconi, oltre ai duecento runner anche il sindaco Vincenzo Ascione e l’assessore comunale alla Cultura Anna Vitiello. Tutti i partecipanti, compreso il primo cittadino, ieri sera indossavano una t-shirt blu scuro, a maniche corte, con sopra impressa la foto e il sorriso smagliante di papà Maurizio. Poi, sulla stessa maglia, ancora, una scritta: “Giustizia per Maurizio”. E’ stato questo lo slogan: il vero leit-motiv della marcia torrese che ha con forza chiesto un riscatto e ha forse segnato una doverosa, quanto colpevole tardiva ribellione della società civile contro la camorra. Una maratona che è stata aperta in prima fila dalla famiglia Cerrato: vedova e figlie insieme ai compagni della corsa veloce. Quella che Maurizio, ogni giorno, amava fare, partendo all’alba dai giardini pubblici di Torre Annunziata. “Questa è la sola manifestazione che mio marito avrebbe voluto fosse celebrata in sua memoria. Stavolta sono molto contenta” è stato il commento di un’emozionata e incredula Tania Sorrentino, la vedova di Maurizio Cerrato. Lei tiene per mano, con forza, le sue giovanissime figlie. La vedova, ieri sera, è in prima fila insieme a Tania, la incantevole prima figlia di Maurizio: “Ringrazio la città di Torre Annunziata per la partecipazione – dichiara – questo è il modo migliore per ricordare il mio papà”. Gli amici runner di Maurizio, nel frattempo, camminano a passo svelto, intonando slogan: “Maurizio corre ancora con noi” è il coro più gettonato. Ad aprire il corteo anticamorra è uno sportivo doc, l’ex allenatore del Savoia Pasquale Vitter: “Ci incontravamo sempre di mattina presto, non dimenticherò mai la smorfia di fatica fatta da Maurizio al termine delle nostre passeggiate veloci. Volevamo ricordarlo così, chiedendo giustizia per una famiglia che, oramai, ha un solo scopo nella vita”. La maratona contro la camorra si è conclusa con una Messa in suffragio, celebrata nei giardini in viale Marconi dal parroco e referente cittadino di Libera contro le Mafie, don Ciro Cozzolino. In marcia, ieri sera, pure il senatore Sandro Ruotolo: “Restare indifferenti significa essere complici della camorra che attanaglia questa città – dice Ruotolo a Metropolis – ed è per combattere questa piaga che ho personalmente partecipato alla maratona per Maurzio. La vera domanda, adesso, è una soltanto, vale dire cosa possa realmente fare la società civile per scuotere le coscienze e per dire finalmente no alla camorra”.
Salvatore Piro

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