L’agguato di camorra mentre Torre Annunziata marcia contro i clan

Giovanna Salvati,  

L’agguato di camorra mentre Torre Annunziata marcia contro i clan

Nel giorno in cui la città si ribella all’escalation di violenza e sangue che ha macchiato le strade di Torre Annunziata, poco distante da dove 200 runners sfilano contro la camorra i sicari tornano a sparare. In via Sepolcri due uomini in scooter cercano di colpire a morte un esponente di spicco di uno dei clan storici della zona di confine tra Torre e Boscoreale. Ulteriore segnale di una città fuori controllo, stritolata nella morsa della criminalità organizzata. Appena una settimana fa i killer avevano ucciso, davanti alla chiesa di Sant’Alfonso, un 35enne legato al clan Gallo: Francesco Immobile, alias o’ Capaciello. L’ennesimo schiaffo a Torre che sabato sera s’è ritrovata in strada, per ricordare Maurizio Cerrato, brutalmente massacrato per un parcheggio, e anche per ribadire il proprio urlo contro la camorra. Uno scatto d’orgoglio dopo mesi in cui agguati, stese e intimidazioni l’hanno fatta da padrone seminando paure e silenzi anche dalle istituzioni. Eppure, mentre c’era chi si ribellava ai clan, entrati ormai nel tessuto sociale di una città che da mesi sta ingoiando inerme piombo e bombe, la malavita ha tentato ancora di imporre la propria legge. Nell’ambito di una guerra di cosche che non si ferma davanti a niente e a nessuno, due sicari hanno tentato di seminare sangue, nel mirino uno dei colonnelli della cosca dei Limelli. Il ras è seduto al bar, parla con una persona, quando una raffica di proiettili lo sfiora. L’uomo scappa e riesce a sfuggire, mentre i killer ancora senza volto fanno perdere le proprie tracce tra i vicoli dei quartieri popolari della città oplontina. Subito vengono avviate le indagini, affidate ai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata. Si cercano prove, testimoni, indizi. Elementi utili a dare un nome e un volto ai due sicari che hanno tentato di ammazzare il ras dei Limelli-Vangone. A cominciare dalle telecamere di videosorveglianza della zona già acquisite, subito dopo l’agguato. L’obiettivo dei malviventi viene ascoltato dalle forze dell’ordine, ma non fornisce elementi utili. Si limita a raccontare di essere fuggito dopo aver sentito il primo sparo. Non una parola di più utile alle indagini. Per gli investigatori fa tutto parte di una guerra tra cosche partita mesi fa. C’è un sottile filo rosso che collega l’agguato al ras dei Limelli a quelli di Francesco Immobile e quello ancora precedente a Michele Guarro, esattore del clan dei Gionta. Mentre le forze dell’ordine cercano di mettere assieme tutti i tasselli di una vicenda assai complicata, Torre Annunziata piomba di nuovo nella paura.

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