Il valzer delle licenze a Terzigno, chiudono due attività

Andrea Ripa,  

Il valzer delle licenze a Terzigno, chiudono due attività

Due attività commerciali hanno già chiuso i battenti, altre potrebbero seguire lo stesso iter nei prossimi mesi. Negozi storici, in immobili che oggi si scopre non essere più agibili per le normative vigenti. Un caso che a Terzigno – città nella morsa dei vincoli urbanistici – agita nuovamente la discussione in Comune. Con tanto di richiesta scritta per la convocazione di un consiglio comunale presentata da un consigliere della minoranza, che potrebbe essere seguito a ruota dagli altri componenti dell’opposizione. La vicenda riguarda alcuni esercizi del territorio – tra cui uno storico bar poco distante dalle scuole medie, chiuso su disposizione dell’Ente – che hanno dovuto interrompere per forza di cose il proprio lavoro.

Si tratta di attività commerciali esercitate in virtù di autorizzazioni sanitarie rilasciate prima dell’entrata in vigore del Decreto della Presidenza della Repubblica 380 del 2001 in materia urbanistica, all’interno di immobili costruiti con licenze edilizie dell’anno 1987 (autorizzazioni prima rilasciate dal Comune e poi revocate dal dopo anni).

Oggi – e soltanto oggi – quei locali vengono dichiarati inagibili, contribuendo alla chiusura di attività che insistono sul territorio cittadino da anni, in un’area dove la crisi economica ha avuto effetti già devastanti per via della pandemia.

Una vicenda che ancora una volta è destinata a varcare le porte del consiglio comunale. Ieri mattina il leader di Forza Italia, Stefano Pagano – già promotore di una sanatoria per migliaia di abusi edilizi in sospeso in città -, ha presentato una formale richiesta di convocazione di consiglio al primo cittadino e al presidente dell’assise comunale. «Tale discussione si rende improcrastinabile in un momento di crisi nazionale dovuto alla pandemia da Covid-19, al fine di sostenere e non negare ogni possibilità di sussistenza ai cittadini che esercitano la loro attività in tali immobili», si legge nella missiva protocollata ieri mattina agli uffici dell’Ente di via Gionti. Una richiesta che nei prossimi giorni verrà sottoposta anche agli altri componenti dell’opposizione che potrebbero firmare la proposta per ottenere una discussione ad hoc in municipio. L’obiettivo è quello di partorire un documento, un atto di indirizzo agli uffici per tutelare tutte quelle attività commerciali che hanno lavorato per oltre trent’anni in tutti quei locali che oggi rischiano la chiusura come già capitato per due negozi storici che hanno chiuso i battenti. «Si tratta di una vicenda molto delicata e di cui gli amministratori hanno l’obbligo di discutere. Altrimenti non avrebbe senso ricoprire questo ruolo. Credo che la politica debba prendersi le proprie responsabilità. E’ una vicenda che riguarda decine di bar e negozi del nostro territorio », spiega Pagano. «Rischiamo la paralisi commerciale in una città che ha già pagato con le chiusure di intere attività questa crisi economica».

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