Castellammare. Bonifica arenile, il Comune non ha mai pagato le analisi dell’Università

Tiziano Valle,  

Castellammare. Bonifica arenile, il Comune non ha mai pagato le analisi dell’Università

Tutti volevano mettere il cappello sulla bonifica dell’arenile di Castellammare di Stabia, ma alla fine nessuno ha pagato il piano di caratterizzazione avviato lo scorso marzo dai ricercatori dell’Università Parthenope di Napoli, in collaborazione con l’Arpac, e l’attività degli esperti è bloccata ormai da mesi.La Smart Sea srl, spin off dell’ateneo napoletano, che ha eseguito i primi saggi con il posizionamento di peziometri sulla spiaggia stabiese la scorsa primavera non ha incassato nulla, nonostante una convenzione sottoscritta con il Comune di Castellammare di Stabia a ottobre 2020. I risultati dello studio sull’inquinamento della falda acquifera sono congelati da mesi, per vedere il “cammello” bisogna pagare “moneta”.Il ritardo è da attribuire agli uffici comunali che non hanno ancora provveduto a saldare la società, ma dietro le quinte di questa vicenda ci sono anche le solite stantie liturgie della politica che frenano qualsiasi ipotesi di sviluppo del territorio.Per comprendere bene la questione bisogna fare un passo indietro e tornare all’estate scorsa quando l’amministrazione comunale decide di spendere 15mila euro per un’indagine conoscitiva dello stato di salute dell’arenile che rileva la presenza di metalli pesanti oltre i limiti di soglia. Il Movimento Cinque Stelle contesta le analisi ritenendole non conformi e addirittura annunciando un’interrogazione parlamentare con la deputata Teresa Manzo. Dopo un anno non si sa ancora quale sia il risultato di questa iniziativa politica.In ogni caso Cimmino va avanti per la sua strada e dopo qualche mese, ad ottobre per la precisione, firma la convenzione con l’Università Parthenope di Napoli con l’obiettivo di avviare un piano di caratterizzazione da portare sul tavolo della Regione Campania per ottenere i fondi necessari per la bonifica. A marzo, appena i peziometri vengono posizionati sull’arenile stabiese, si scatena il tam tam politico. Il sindaco di Castellammare viene convocato per un’audizione in commissione regionale alla quale partecipano tra gli altri il capogruppo regionale del Pd, Mario Casillo, la capogruppo di Forza Italia, Annarita Patriarca, e il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Luigi Cirillo.Come sempre avviene quando ci sono queste riunioni tutti manifestano unità d’intenti. Casillo assicura che la giunta regionale s’impegna a finanziare il piano di caratterizzazione e la bonifica dell’arenile di Castellammare, Annarita Patriarca applaude l’impegno della Regione e garantisce che seguirà l’iter che – sue dichiarazioni – entro il 2022 dovrà restituire la spiaggia agli stabiesi, mentre Luigi Cirillo anticipa la convocazione di una conferenza di servizi.La realtà, però, è che: l’attività è rimasta bloccata alle analisi mai pagate effettuate dall’Università; che nessuno si è preoccupato di verificare perché non fosse stato rispettato il cronoprogramma stabilito in commissione regionale; e che nemmeno per l’estate del prossimo sarà restituito l’arenile bonificato ai cittadini stabiesi.

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