Politici minacciati dai balordi social, a Napoli aumento del 20% rispetto al 2020: «E’ un’emergenza»

Salvatore Dare,  

Politici minacciati dai balordi social, a Napoli aumento del 20% rispetto al 2020: «E’ un’emergenza»

Una vera e propria emergenza. Con sindaci, assessori, consiglieri comunali, dipendenti pubblici ed esponenti delle istituzioni presi di mira dagli haters, i vandali del web. Che sui social network, a volte anche usando dei nickname, prendono di mira gli amministratori locali a cui rivolgono minacce, intimidazioni, con toni irriguardosi, da mattina a sera. Un caso che è al centro del confronto tra Prefettura di Napoli e Comuni tanto che ieri se n’è discusso durante una giornata formativa in cui si è fatto il punto della situazione sul fenomeno che ormai sta dilagando. Basta guardare i numeri: nei primi otto mesi del 2021, sono stati 41 gli atti intimidatori registrati contro le istituzioni nell’area metropolitana di Napoli. Ovvero: il 20 per cento in più dell’intero 2020, quando vi furono 34 denunce rispetto alle 28 del 2019. Al vertice in Prefettura, ieri mattina, c’era anche il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, vicepresidente dell’Anci regionale.

«Il prefetto Marco Valentini ha effettuato un’analisi chiara e puntuale riguardo all’incremento degli atti intimidatori correlati all’emergenza Covid 19 e alla crisi socio-economica che ha esasperato gli animi – fa sapere il primo cittadino – Una campagna di delegittimazione alimentata dalla deriva sociale e dalla crescita delle aspettative nei confronti della pubblica amministrazione, che si traduce in bieche minacce e diffamazione. Nel mio intervento ho raccontato l’esperienza vissuta un anno fa, quando ho denunciato al commissariato di polizia un soggetto che sui social aveva espresso frasi denigratorie e minacce nei miei confronti, per una sanzione dovuta al mancato utilizzo dei dispositivi di protezione, a seguito del potenziamento dei controlli che avevo richiesto alla polizia municipale sul territorio nella fase più acuta della pandemia. Questi tavoli di confronto rappresentano un momento importante di crescita per noi amministratori locali, che dobbiamo continuare a denunciare sempre gli episodi di violenza e le minacce e a fare rete con la Prefettura e le forze dell’ordine». Proprio i provvedimenti legati all’emergenza Covid 19 – tipo l’obbligo di indossare mascherine pure all’aperto, la chiusura di parchi o aree verdi o gli orari legati al “coprifuoco” – sono stati gli argomenti più “contestati” sui social, che si stanno pian piano trasformando in un’arena senza regole dove ognuno crede di poter dire tutto di chiunque e in qualsiasi modo magari sentendosi “intoccabile”.

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