Precari agli Scavi di Pompei, il governo: «Nessuno vìola i diritti dei lavoratori»

Salvatore Piro,  

Precari agli Scavi di Pompei, il governo: «Nessuno vìola i diritti dei lavoratori»

«Il Ministero della Cultura ha rappresentato che le condizioni di lavoro del personale delle società operanti nel Parco archeologico di Pompei sono oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali e non risultano violazioni dei diritti dei lavoratori. Considerato che l’interrogazione concerne la corretta applicazione dei contratti collettivi da parte delle aziende insistenti nel parco archeologico e la genuinità degli appalti posti in essere, assicuro che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro valuterà l’opportunità di iniziative di vigilanza mirate a verificare la sussistenza di eventuali condotte in danno dei lavoratori». Lo ha detto ieri il sottosegretario al Lavoro Rossella Accoto, rispondendo in commissione al Senato a un’interrogazione presentata, tra gli altri, dalla senatrice grillina Virginia La Mura (Misto). Una risposta solo parzialmente soddisfacente, oltre che tardiva, se è vero che l’interrogazione era stata presentata ai Ministri del lavoro e per le attività culturali e per il turismo, il 10 novembre 2020. Quando a seguito delle denunce dei Cobas e dei sindacati di base, la senatrice di Pompei evidenziò come «nonostante l’incremento degli incassi, al fine di assicurare un adeguato ufficio guide e un ufficio informazioni, e garantire una serie di servizi essenziali quali quello biglietteria e controllo accessi, da diversi anni il Ministero per le attività culturali e le Soprintendenze ricorrono a procedure di appalto per avvalersi del personale dipendente delle società aggiudicatarie; tali lavoratori prestano la propria attività a condizioni inaccettabili; le retribuzioni sono inadeguate; la definizione dei turni di lavoro è arbitraria; i lavoratori sono esposti a rischi per la propria sicurezza e non dispongono di dispositivi di protezione individuale». Sono circa 60 i precari che lavorano, quasi senza garanzie, presso il Parco Archeologico di Pompei o ad Ercolano, occupandosi di accoglienza, controllo accessi, ufficio guide. Servizi gestiti a Pompei dalla Spa Opera Laboratori Fiorentini, società in house del MiC e pezzo della holding Civita Cultura. I precari lavorano sulla base di contratti part-time e a tempo determinato. Nonostante, dal 2014 al 2019 il Parco archeologico abbia registrato una crescita di circa il 95% degli introiti, passati da circa 21 milioni a oltre 41 milioni di euro. I precari, nel frattempo, continuano a chiedere la loro internalizzazione. «Il ministero ha finalmente risposto, ma c’è ancora tanto lavoro da fare – così ieri Virginia La Mura – per questo ho già chiesto un incontro al sottosegretario Accoto per approfondire la questione».

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