In fuga dalla guerra di camorra di Torre Annunziata, Valentino Gionta arrestato a due passi da Varese

Ciro Formisano,  

In fuga dalla guerra di camorra di Torre Annunziata, Valentino Gionta arrestato a due passi da Varese

Cardano del Campo è un piccolo paesino di 14.000 anime alle porte di Varese. Una Svizzera in miniatura incastonata nel cuore del produttivo Nord che sfiora Milano e accarezza l’aeroporto di Malpensa. Piccoli palazzi, spazi verdi, nemmeno una carta sui marciapiedi. Una realtà distante oltre 800 chilometri e migliaia di anni luce da Torre Annunziata, la città della bellezza e del degrado, delle eccellenze e della camorra. Ed è proprio la camorra l’anello di congiunzione che oggi unisce quelle due città così lontane. A Cardano del Campo, ieri mattina, i carabinieri hanno arrestato Valentino Gionta, il trentottenne pregiudicato che sulle spalle si porta un nome e un cognome ingombrante: quello di suo zio, il padrino fondatore della cosca che per decenni ha dettato legge all’ombra del Vesuvio. Sulla carta il nipote del capoclan sepolto vivo al regime del 41-bis abita a Torre Annunziata, lo dicono anche gli atti dell’inchiesta che ieri ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare. Ma Valentino Gionta è andato via da quella città in guerra assediata dai killer che hanno ammazzato un pregiudicato due settimane fa. E’ arrivato fino a quel piccolo paesino dove vivono i suoi genitori da tempo. Qui lo hanno bloccato gli uomini in divisa che gli hanno notificato il provvedimento cautelare emesso dal tribunale di Salerno all’alba di ieri. I carabinieri stavano seguendo da tempo i suoi movimenti. Il pregiudicato che avrebbe rifornito di droga le piazze di spaccio della provincia di Salerno è stato immediatamente condotto alle porte del carcere di San Vittore, dove nei prossimi giorni dovrà sottoporsi all’interrogatorio di garanzia.

Il clan in Lombardia

Negli anni scorsi altre indagini coordinate dall’Antimafia avevano accertato la presenza di affari del clan Gionta in Lombardia. Affari legati, tra l’altro, anche al settore del traffico di sostanze stupefacenti: uno dei core business della cosca criminale con base nel centro storico di Torre Annunziata. Nel 2014 è stato arrestato un imprenditore napoletano trapiantato a Milano ritenuto legato mani e piedi ai Gionta. Nel 2013, a Monza, venne arrestato un contrabbandiere di sigarette. Secondo gli investigatori quel pregiudicato era il referente del clan Gionta in Brianza. Un personaggio capace di creare rapporti e collegamenti anche con i politici della zona. Altre indagini, invece, hanno fatto luce sui traffici illeciti legati al clan. E in particolare al settore della droga. In Lombardia sono stati arrestati – in questi anni – numerosi personaggi considerati legati ai Valentini. Pusher e affiliati che per conto del clan avrebbero partecipato all’affare spaccio. Nelle valigie di cartone, gli emigranti della camorra, non avevano maglie di lana e giacconi. Ma pacchi di soldi e cocaina. Un ritratto che per la Dda calza a pennello anche per descrivere il nipote del boss.

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