A San Giuseppe Vesuviano la caccia agli evasori fiscali è una farsa

Andrea Ripa,  

A San Giuseppe Vesuviano la caccia agli evasori fiscali è una farsa

Nel paese dove l’evasione delle tasse è alle stelle, la caccia a chi elude il Fisco assume i contorni della farsa. I numeri contenuti nella relazione dei revisori dei conti, allegata al rendiconto di gestione per l’anno finanziario che sarà prossimamente discussa in consiglio comunale, sono la dimostrazione di una beffa a danno di chi rispetta le regole. A San Giuseppe Vesuviano ancora una volta l’hanno vinta, ad accertarlo i numeri – quelli non mentono mai – che hanno certificato l’assenza di politiche anti-evasione da parte dell’amministrazione comunale del sindaco Vincenzo Catapano. Nonostante abbiano espresso parere favorevole al documento finanziario votato dalla giunta a fine agosto, gli esperti contabili a servizio dell’Ente di piazza Elena d’Aosta hanno espresso non poche perplessità sulla gestione e lo stato delle casse pubbliche da parte degli amministratori. «In merito all’attività di verifica e di controllo delle dichiarazioni e dei versamenti, l’organo di revisione, con riferimento all’analisi di articolari entrate in termini di efficienza nella fase di accertamento e riscossione, rileva che non sono stati conseguiti i risultati attesi», scrivono nella relazione di 36 pagine consegnata ai vertici della squadra di governo locale nei giorni scorsi. E i numeri sono impietosi. Riscossione evasione Imu: 11mila euro. Riscossione evasione Tarsu, Tares: 14mila euro. A fronte di un buco nei conti di svariati milioni di euro, l’Ente riesce a recuperare appena 25mila euro. «Il collegio dei revisori invita l’Ente a porre in essere un’azione più incisiva per il recupero dell’evasione tributaria e per la riscossione della stessa», scrivono ancora i funzionari. E’ solo uno dei tanti «richiami» fatti al Comune nel corso di una relazione che appare più un’impietosa analisi dei conti pubblici. Ma non è l’unica anomalia riscontrata dai componenti del collegio dei revisori dei conti che – è bene ricordarlo – hanno espresso parere positivo rispetto al rendiconto di gestione dell’anno finanziario approvato dalla giunta comunale a fine agosto scorso. Tra gli atti finiti sotto la lente di ingrandimento degli esperti contabili le minori entrate per quanto riguarda la tassa sugli immobili e quella sui rifiuti. Le entrate accertate nell’anno 2020 dell’Imu sono state pari a 7milioni di euro, 1,1 milioni in meno rispetto all’esercizio finanziario del 2019. Mentre le entrate accertate nell’anno 2020 per la Tari sono state pari a 5,7 milioni di euro, 700mila euro in meno rispetto a quelle dell’esercizio finanziario del 2019. Numeri destinati a finire al centro della discussione in consiglio comunale. Dopo la farsa della diffida con il consigliere irreperibile per giorni, nei prossimi giorni potrebbe essere convocata la seduta che s’annuncia sin da ora infuocata, su cui graveranno le polemiche degli ultimi mesi: dall’insediamento della commissione d’accesso al caos gestione su scuole e guardia medica. Tutti macigni che rischiano di minare gli equilibri nella maggioranza di Catapano.

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