Mazzette e voto di scambio a Torre del Greco: trovato a casa di Izzo un pizzino con nomi e cifre

Mazzette e voto di scambio a Torre del Greco: trovato a casa di Izzo un pizzino con nomi e cifre

Una lista di 24 righe divisa su tre colonne: “capitale investito”, “premio” e “residuo a dare”. Su quel foglio sono annotate cifre enormi: da 10.000 a 600.000 euro. Solo la somma del “capitale investito” supera i 4 milioni di euro complessivi. Un pizzino che per la Procura di Napoli potrebbe rappresentare una prova del presunto giro di riciclaggio di soldi sporchi svelato dall’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro da 350.050 euro. Sono 3 gli indagati finiti nella rete dell’indagine condotta dai carabinieri di Castello di Cisterna. Si tratta di Giuseppe Spacone (direttore dei cantieri della società di raccolta rifiuti, Teknoservice srl) di Ciro Gentile (netturbino di Ercolano impiegato della Buttol a Maddaloni) e di Vincenzo Izzo, imprenditore di Torre del Greco, imputato anche nell’inchiesta per voto di scambio che ha inquinato le ultime elezioni comunali nella quarta città della Campania (indagine per la quale un ex politico è già stato condannato in via definitiva). Quel famoso foglio con sopra cifre a cinque zeri è stato trovato proprio a casa di Izzo, il titolare della pescheria “Don Do”, attività commerciale della zona porto. Nel corso di una perquisizione, infatti, le forze dell’ordine hanno rinvenuto – nell’abitazione dell’indagato – 16.970 euro in contanti e soprattutto alcuni «manoscritti di documentazione contabile, titoli ed effetti cambiari». Fogli che  secondo quanto raccontato dall’indagato alle forze dell’ordine, rappresentano la contabilità dei soldi spesi e incassati per la sua grande passione: i cavalli. Mentre fatture e cambiali erano legate agli investimenti realizzati per le sue attività commerciali. Ma per gli inquirenti Izzo non dice la verità, quel pizzino rappresenta l’indizio «di una dubbia contabilità» gestita dall’imprenditore, si legge nelle carte. D’altronde, secondo i pm, la fetta più grossa della mazzetta ritrovata il 10 agosto scorso a casa di Ciro Gentile apparterrebbe proprio a Izzo. L’accusa ritiene, infatti, che l’imprenditore di Torre del Greco avrebbe consegnato al netturbino di Ercolano 244.550 dei 350.050 euro rinvenuti nella camera da letto di Gentile. Soldi, quelli ritenuti riconducibili ad Izzo, trovati nell’armadio del netturbino, avvolti nella carta di giornale e chiusi in buste tremo saldate. Quattrini che Izzo – secondo quanto sostenuto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli – aveva consegnato a Gentile proprio per evitare possibili «aggressioni» da parte dell’autorità giudiziaria. Izzo, imputato per la vicenda del voto di scambio a Torre del Greco, si sarebbe dunque «preoccupato di recidere ogni collegamento tra la sua persona e l’ingente somma di denaro», si legge nel decreto eseguito nelle scorse ore. Stesso discorso per Spacone che pure aveva avuto notizia – nel marzo del 2013 – di essere indagato per altri reati. A conferma del teorema dell’accusa – oltre a diverse intercettazioni e incontri tra gli indagati- ci sarebbero anche gli accertamenti patrimoniali a carico di Gentile. Indagini dalle quali sarebbe emersa la sproporzione tra i redditi dell’uomo e quell’enorme somma di denaro che aveva in casa.

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