Penisola sorrentina. Una banca dati contro gli abusivi del turismo

Salvatore Dare,  

Penisola sorrentina. Una banca dati contro gli abusivi del turismo

Alla fine, il decreto ministeriale è arrivato con la firma del ministro del turismo Massimo Garavaglia. Ecco la banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati agli affitti brevi. La misura era prevista dall’aprile 2019. L’introduzione della banca dati «rende omogenei i dati delle strutture ricettive su base nazionale» fa sapere il ministro. E’ previsto, infatti, che la banca dati indichi una serie di parametri idonei ad individuare la struttura ricettiva. Parametri come: la tipologia degli alloggi, l’ubicazione, la capacità ricettiva, gli estremi dei titoli abilitativi richiesti ai fini dello svolgimento dell’attività ricettiva, il soggetto che esercita l’attività, anche in forma di locazione breve, il codice identificativo regionale, o laddove questo non sia stato adottato, un codice alfanumerico generato dalla banca dati stessa. Si tratta, insomma, di uno strumento in grado di semplificare l’azione degli operatori; tutelare, nel nome della trasparenza, la filiera del turismo e i consumatori; agevolare la cooperazione tra il ministero del Turismo e le autonomie territoriali, nel pieno rispetto della protezione dei dati personali. Da sottolineare che la banca dati ha ricevuto parere favorevole dal Garante per la protezione dei dati personali. «Con la firma del decreto che disciplina la banca dati delle strutture ricettive e delle locazioni brevi, auspichiamo che davvero si possa contrastare con forza la piaga dell’abusivismo – dice il presidente nazionale Federalberghi Bernabò Bocca – Apprezziamo pertanto la scelta del ministero del Turismo che mostra di andare nella direzione giusta, mettendo ordine in un ambito in cui la deregulation è di casa. La speranza è che l’istituzione del codice identificativo possa finalmente fare da deterrente ad ogni forma di irregolarità che, in un periodo di così grave crisi, non farebbe che aggravare la condizione delle nostre imprese, già duramente provate a causa della pandemia. Confidiamo quindi – ha aggiunto Bocca – che l’entrata in funzione della banca dati contribuisca alla realizzazione di un mercato più trasparente e rispettoso delle regole, nell’interesse dei consumatori, delle comunità locali e di tutte le imprese, incluse quelle che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza».

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