Ombre sulla sicurezza delle nuove aule, blitz dell’Asl nel plesso Pace di San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Ombre sulla sicurezza delle nuove aule, blitz dell’Asl nel plesso Pace di San Giuseppe Vesuviano

Dopo il grande caos del primo giorno di scuola e un esposto presentato da due consiglieri comunali dell’opposizione, sono partiti i controlli da parte dell’Asl Napoli 3 sud all’interno dei locali del plesso Pace che da due settimane ospitano alcune classi della scuola media Gino Ceschelli chiusa per lavori di riqualificazione. Le aule ricavate nei locali del seminterrato della struttura a ridosso del centro storico di San Giuseppe Vesuviano sono finite sotto la lente di ingrandimento di ispettori inviati dall’azienda sanitaria locale per accertare la salubrità e l’idoneità dei luoghi a ospitare il corpo studentesco. Una visita in cui i componenti dell’Asl Napoli 3 sud hanno potuto osservare da vicino in che condizioni gli studenti sangiuseppesi sono costretti a studiare. Dopo aver stilato una relazione stabiliranno se la soluzione-tampone adottata dall’amministrazione comunale a metà settembre è congrua alle esigenze della platea studentesca o se bisognerà trovare una nuova soluzione alla luce di eventuali anomalie riscontrate. I requisiti igienici e di sicurezza dei locali sono finiti sotto i riflettori dell’Asl, allertata pochi giorni dopo l’inizio dell’anno scolastico da due consiglieri comunali firmatari di un esposto finito anche all’attenzione della procura della Repubblica di Nola. Nella nota i consiglieri Antonio Agostino Ambrosio e Luigi Moccia chiedevano alle autorità competenti di «controllare». «Ci siamo rivolti ad Asl e procura nell’esclusivo interesse degli alunni costretti a fare lezione in quello che riteniamo essere un vero e proprio tugurio ricavato all’interno del plesso Pace. Ma anche in altri plessi del territorio che ospitano gli studenti di scuole chiuse come la Ceschelli, non va di certo meglio», dice oggi Luigi Moccia del gruppo consiliare di Forza San Giuseppe. Ad oggi sono quattro le scuole che non hanno riaperto i battenti con l’inizio dell’anno didattico. Si tratta della scuola Ceschelli in fase di restyling, del plesso Luonghi da ricostruire, del plesso di Santa Maria la Scala da riqualificare e infine dell’istituto Capoluogo ormai chiuso al pubblico per l’emergenza crolli da due anni.

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