Appalti & mazzette, a Torre del Greco il monito dei 5S per le elezioni: «Liste al vaglio dell’Antimafia»

Alberto Dortucci,  

Appalti & mazzette, a Torre del Greco il monito dei 5S per le elezioni: «Liste al vaglio dell’Antimafia»
Palazzo Baronale, sede del Comune

Torre del Greco. L’ultima inchiesta aperta dalla procura di Napoli su appalti & mazzette all’ombra del Vesuvio rischia di pregiudicare gli scenari politici in vista delle prossime elezioni. Perché davanti al torbido quadro dipinto dal pubblico ministero Maria Di Mauro e dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio – costato un avviso di garanzia a un netturbino di Ercolano, al direttore dei cantieri della Teknoservice e al titolare della pescheria Don Do’ nonché il sequestro di 350.000 euro in contanti – gli esponenti del M5S «avvisano» i potenziali alleati: «Bisogna fermare la deriva in cui è piombata la nostra città, solo così sarà possibile pianificare un reale rilancio dell’azione politica».

Le liste all’Antimafia

A indicare la strada per limitare i pericoli di trovare «mele marce» all’interno del prossimo consiglio comunale è direttamente il deputato pentastellato Luigi Gallo: «Bisogna depennare gli impresentabili a monte, in modo da sbarrare subito la strada d’accesso al Comune», la convinzione del grillino alla seconda legislatura. Come? Facile. «Ci presenteremo alle prossime elezioni – avverte Luigi Gallo – solo con chi sottoporrà le proprie liste elettorali all’esame della commissione antimafia». Parole suonate come un «avviso» al Pd – l’abbinamento giallorosso è diventato una costante di tutte le corse alle urne successive all’accordo di governo – e pronunciate proprio nel giorno in cui vengono ufficializzati gli impresentabili del voto in programma il prossimo 3 e 4 ottobre. Una proposta già lanciata in passato – all’epoca in cui il M5S correva da solo – alle restanti forze politiche, ma sempre senza successo. «La musica ora deve cambiare», il senso della presa di posizione di Luigi Gallo.

La gogna mediatica

Una presa di posizione rilanciata dagli esponenti locali del M5S, pronti a ricordare il lungo elenco di inchieste – a partire dal voto di scambio pagato con arresti e condanne fino all’ultima indagine per riciclaggio e corruzione – registrato a partire dal 2017: «La nostra città da troppi anni è in prima pagina per ragioni affatto edificanti – sottolinea Santa Borriello – Dapprima un sindaco arrestato, poi la compravendita elettorale e ora il sospetto dell’alterazione dell’operato pubblico e del riciclaggio». Quanto basta per provare a porre un freno in vista delle future elezioni: «È prioritario invertire la rotta da subito, uscire dall’immobilismo dell’amministrazione comunale e dall’insoddisfazione che ha pervaso le nostre strade – conclude il capogruppo dei 5S in consiglio comunale Vincenzo Salerno – Per far rinascere la città bisogna tracciare una linea retta tra chi sta dalla parte della legalità e chi vuole territori tramortiti dall’illegalità».

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