Ercolano, in gettoni il «reddito di cittadinanza» per i politici: 43.000 euro in due mesi alla casta del Comune

Alberto Dortucci,  

Ercolano, in gettoni il «reddito di cittadinanza» per i politici: 43.000 euro in due mesi alla casta del Comune
La sede del Comune in corso Resina

Ercolano. Le casse del Municipio sono in rosso, ma l’ente di corso Resina paga a caro prezzo il «lavoro» della casta uscita vincitrice dalle elezioni del settembre 2020. Sono destinati a scatenare nuove polemiche – in particolare, rispetto ai «risultati» ottenuti durante il primo anno del secondo mandato di Ciro Buonajuto alla guida della città degli Scavi – i numeri delle «spese» legate alle attività delle commissioni consiliari durante il mese di luglio e agosto. Perché, a dispetto del periodo estivo in cui inevitabilmente tutti gli uffici, i politici di maggioranza e opposizione – un vero e proprio patto bipartisan in nome del «gettone» – hanno trovato tempo e modo di partecipare a «infuocate» riunioni costate la bellezza di 43.139 euro in due mesi: al rientro tra gli scranni del consiglio comunale, infatti, i rappresentanti della casta si sono visti liquidare – a distanza di 10 giorni, attraverso due differenti provvedimenti del settore affari generali e pianificazione dell’ente di corso Resina – 24.961 euro per i «lavori» del mese di luglio e 18.178 euro per le sedute del mese di agosto. Cifre da fare invidia al «bonus-vacanze» promosso dal governo dopo l’emergenza sanitaria.

Gli stacanovisti d’oro

D’altronde, le cattive abitudini dei politici di Ercolano – pienamente legittime a norma di regolamento, sicuramente contestabili sotto il profilo etico – erano già finite alla «ribalta» delle cronache nazionali, ma la «lezione» non sembra essere servita agli habitué delle commissioni consiliari. Pronti, durante i mesi più caldi dell’anno, a mettere in fila i gettoni da 42,95 euro lordi per la partecipazione alle riunioni politiche presso le varie sedi del Municipio e a trasformare le attività al servizio della comunità in una sorta di «reddito di cittadinanza» per la casta. A somme decisamente maggiori rispetto ai poveri e ai disoccupati premiati dalla «misura sociale» voluta dal M5S. Gli stacanovisti del Comune, infatti, possono arrivare a costare fino a 1.216 euro al mese alle esangui casse dell’ente di corso Resina: una cifra raggiunta da otto consiglieri comunali su 23 a luglio e solo da Ciro Acunzo, Salvatore Cristadoro e Gennaro Oliviero – gli unici a centrare l’en plein dell’estate, 2.432 euro a testa – a agosto. E se la maggioranza di Ciro Buonajuto si distingue per il costante attaccamento al «dovere», l’opposizione si dimostra ugualmente sensibile al «reddito di cittadinanza» per la casta. Al punto da sacrificare sull’altare della partecipazione politica, parte delle vacanze come dimostrano le spese per le frenetiche attività del principale contestatore dell’amministrazione comunale: l’estate in Comune di Pietro Sabbarese – l’ex segretario cittadino del Pd noto come Piero – è costato, in soldi pubblici, circa 2.340 euro. Proprio come i colleghi della maggioranza.

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