Nucleo di gestione a Torre del Greco: Palomba nomina tre avvocati per blindare 4 voti in consiglio

Alberto Dortucci,  

Nucleo di gestione a Torre del Greco: Palomba nomina tre avvocati per blindare 4 voti in consiglio
L'assessore Gaglione e il sindaco Palomba

Torre del Greco. Prima i «contentini» politici, poi le nomine «tecniche». Proseguono senza sosta le grandi manovre del sindaco Giovanni Palomba per tenere insieme la «coalizione dell’inciucio» messa in piedi a inizio anno dopo lo strappo con gli ex dissidenti della maggioranza. Sistemata la «questione- deleghe» per i trasformisti arrivati dai banchi dell’opposizione – incarichi a pioggia per i vari Nello Formisano, Alessandra Tabernacolo e Antonio Spierto – il primo cittadino ha nominato, attraverso un provvedimento licenziato dall’esecutivo di palazzo Baronale, il nuovo nucleo di gestione del Comune.

Un organismo – già in passato finito al centro di feroci polemiche politiche – incaricato di vigilare sull’efficacia e l’economicità dell’azione amministrativa e «spartito» tra gli esponenti della vecchia guardia della carovana del buongoverno. Le nomine approvate dalla giunta, infatti, hanno ricalcato lo «schema» già adottato a metà 2019: un nome alla coppia di «simpatizzanti del Pd» formata da Gaetano Frulio e Luisa Liguoro, un nome a Carmine Gentile – in staffetta con la «maestrina» Iolanda Mennella, dietro la «sapiente regia» dell’assessore Felice Gaglione – e un nome al «pastorello» Michele Langella, diventato l’asso pigliatutto del gruppo di Alleanza Democratica.

A portare a casa l’incarico da 10.500 euro netti all’anno per la durata di due anni saranno l’avvocato Luigi Torrese – nominato presidente dell’organismo e tornato in Municipio a 15 anni dall’esperienza in chiaroscuro da difensore civico all’epoca del sindaco Valerio Ciavolino – l’avvocato Francesco La Marca di Ottaviano e l’avvocato Olga Spena di Napoli.

Tre nomi di alto profilo – scelti, secondo il provvedimento promosso da Giovanni Palomba, al termine di un accurato esame delle domande pervenute e dei curricula professionali dei candidati – e capaci di «aiutare» i rispettivi referenti ad alzare la mano in consiglio comunale.

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