Guerra di camorra a Castellammare, 9 pentiti in aula per inchiodare i 2 killer di Scanzano

Ciro Formisano,  

Guerra di camorra a Castellammare, 9 pentiti in aula per inchiodare i 2 killer di Scanzano

Si è aperto con un rinvio il primo atto del processo per l’omicidio di Pietro Scelzo, il pregiudicato assassinato il 18 novembre del 2006 a Castellammare di Stabia. Ieri mattina, infatti, i giudici della Corte d’Assise di Napoli sono stati costretti a rinviare l’udienza a novembre a causa di alcuni intoppi con le notifiche. Alla sbarra ci sono Antonino Esposito Sansone e Vincenzo Ingenito, entrambi accusati di concorso i omicidio volontario aggravato delle finalità mafiose. Sono stati arrestati 15 anni dopo il massacro di Scelzo. A incastrarli le dichiarazioni di Pasquale Rapicano, il killer pentito del clan D’Alessandro che per questo delitto è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello di Napoli. Pochi giorni dopo quella sentenza Rapicano ha deciso di avviare la sua collaborazione con la giustizia, aiutando gli inquirenti a ricostruire le trame della guerra di camorra di Castellammare di Stabia. Ma nella lista di testimoni presentata dal pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta – il pm dei 200 arresti in 4 anni i – ci sono anche i nomi di altri pentiti un tempo vicini alla cosca. A cominciare da Valentino Marrazzo, pusher del centro storico che proprio durante il processo d’appello a carico di Rapicano aveva chiesto di essere ascoltato in aula per parlare di questo omicidio. Con lui verranno sentiti anche altri pentiti eccellenti, a cominciare da Luciano Fontana, fratello di Antonio, l’ex collaboratore di giustizia  assassinato in un agguato ad Agerola nel 2018 (delitto sul quale ci sarebbe la firma del clan D’Alessandro). E ancora nella lista dei pentiti che possono inchiodare i due imputati spunta, tra gli altri,il nome di Renato Cavaliere.

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