Il narcos stabiese è in cella, la camorra trema: l’Antimafia a caccia del tesoro di Imperiale

Ciro Formisano,  

Il narcos stabiese è in cella, la camorra trema: l’Antimafia a caccia del tesoro di Imperiale

Raffaele Imperiale è stato per anni la «carta vincente», il jolly usato dagli scissionisti di Secondigliano nella guerra contro il clan Di Lauro. La sua rete di contatti nel settore del narcotraffico gli ha consentito di avere un ruolo chiave in quella mattanza. E il suo arresto, avvenuto ad agosto a Dubai dopo una lunga latitanza, potrebbe segnare l’inizio della fine per una delle cosche più spietate e potenti della criminalità campana. Almeno è quanto sostiene la Procura di Napoli che inquadra Imperiale non come un «semplice fornitore di droga» ma come uno dei «pilastri su cui poggia tutta l’organizzazione camorristica degli scissionisti del clan Di Lauro». Il ruolo di Imperiale nella storia recente della camorra viene ritenuto talmente importante da spingere i pm a sostenere che senza il suo appoggio il clan degli scissionisti, forse, non sarebbe mai nato. Considerazioni che danno il peso attribuito all’ex latitante di Ponte Persica dall’Antimafia nello scacchiere criminale. L’uomo dei Van Gogh nella cantina di Castellammare di Stabia, il narcos ritenuto invischiato nella Macro war in Olanda e Belgio, che ha provocato oltre 40 morti ammazzati,  viene tirato in ballo da numerosi pentiti. Collaboratori di giustizia che da un lato hanno raccontato il suo enorme potere economico e dall’altro il tentativo del clan di proteggerlo. Una “carta vincente” tenuta segreta dagli Amato-Pagano per metterlo al sicuro da eventuali collaboratori di giustizia. Il pentito Carmine Cerrato, in particolare, ha raccontato dei contatti per gli investimenti della cosca a Dubai, dei rapporti tessuti attraverso programmi criptografati e dell’enorme potenza economica gestita da Imperiale. Dettagli che si innestano nel già vasto quadro di indizi che hanno consentito all’Antimafia di individuare e catturare l’ex latitante nascosto negli Emirati Arabi. Una storia cominciata la notte di Natale del 2005, quando Imperiale si è seduto per la prima volta al tavolo della cupola degli Amato-Pagano. Ha 30 anni appena il narcos stabiese quel giorno di dicembre di 16 anni fa. L’inizio di un’ascesa vorticosa che avrebbe consentito a Imperiale di diventare il vero ago della bilancia nella guerra tra i Di Lauro e gli scissionisti. Accuse dalle quali dovrà ora difendersi il narcos stabiese davanti ai giudici italiani. E’ stata presentata richiesta di estradizione e nel giro di qualche mese potrebbe arrivare il via libera per il ritorno in Italia di Imperiale. Intanto proseguono anche le indagini dell’Antimafia sul tesoro messo insieme in questi ultimi anni dal narcotrafficante della periferia di Castellammare. Una montagna di quattrini guadagnanti con la droga che potrebbero essere stati investiti anche in attività pulite. Soldi che possono rappresentare la scia da seguire per scoprire i tanti misteri che ruotano attorno alla figura del super narcos.

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