Sorrento. Tecnico comunale sospeso dal lavoro per tre giorni

Salvatore Dare,  

Sorrento. Tecnico comunale sospeso dal lavoro per tre giorni

Tre giorni di sospensione dal servizio per un tecnico del Comune di Sorrento. La sanzione arriva al termine di un procedimento disciplinare aperto dall’ente. Il Comune contesta al dipendente D.D.S. presunte “anomalie” circa la sua presenza a lavoro e in Tribunale, a Torre Annunziata. Il tecnico, coi propri legali, intende impugnare il provvedimento. L’ente contesta al dipendente – in due occasioni – di aver marcato il badge per poi raggiungere il palazzo di giustizia di Torre Annunziata dove si celebravano udienze di un procedimento penale che lo vede contrapposto, in qualità di parte civile, ad M.S., un imprenditore di Sorrento. Stando alle ricostruzioni, i due si incrociarono in strada e le cose precipitarono. Tanto che entrambi si fecero medicare in ospedale. L’imprenditore segnalò anche che subì un controllo presso una sua proprietà con l’intervento del tecnico comunale con una presunta violazione di domicilio e senza alcuna attività edilizia. Nel processo sulla presunta aggressione, in cui il tecnico è parte civile nei confronti dell’imprenditore, si procede per le ipotesi di minacce e lesioni a pubblico ufficiale. Tornando alla sanzione, per seguire le udienze, il dipendente ha dichiarato al Comune che in una prima occasione era stato citato dalla Procura con un avviso di «assoluta indispensabilità» con atto notificato in Comune poiché il dipendente comunale è parte civile nella causa contro M.S. come pubblico ufficiale. Per la seconda contestazione, il tecnico sostiene che ha seguito un’udienza avendolo comunicato al dirigente comunale di riferimento. Alla fine del procedimento disciplinare, a dispetto delle tesi difensive, il Comune ha però ritenuto motivata la necessità di sospenderlo dal lavoro. Già in passato il dipendente subì una sanzione – di cinque giorni – a conclusione di un altro procedimento. Motivo? L’imprenditore dichiarò che in virtù di un iniziale rapporto amicale col tecnico, il dipendente ottenne benefici personali ed economici, tra cui la riparazione dell’auto e una visita oculistica. L’imprenditore dichiarò di aver pagato le prestazioni. Il dipendente sostenne di aver pagato, ma attraverso l’allora amico. Comportamenti, per il Comune, ritenuti lesivi dell’immagine dell’ente. Intanto, al di là di queste vicende, non si fermano le proteste dello stesso imprenditore. Anche con striscioni, l’uomo denuncia presunte irregolarità nell’esame di pratiche edilizie e controlli. Tanto che su banner e insegne talvolta esibite su camioncini o in municipio campeggia la frase: «Attenti a mr 5.000».

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