Crac Scafati Sviluppo, 27 indagati: c’è anche Aliberti

metropolisweb,  

Crac Scafati Sviluppo, 27 indagati: c’è anche Aliberti

Fallimento Scafati Sviluppo spa, finiscono sul registro degli indagati 27 tra ex amministratori comunali, componenti cda e collegio sindacale. In queste ore la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, pubblico ministero dottor Davide Palmieri, sta notificando gli avvisi di garanzia e chiusura delle indagini agli interessati. Per tutti l’ipotesi di reato è bancarotta fraudolenta in concorso. Rischiano il processo l’ex sindaco Pasquale Aliberti, in uno con gli ex assessori alle partecipate Giacinto Grandito, Guglielmo D’Aniello, Annalisa Pisacane, Giancarlo Fele perché, ciascuno per la propria parte, omettevano di sovraintendere al funzionamento dei servizi e di impartire ai dirigenti responsabili del servizio economico finanziario dell’Ente le direttive necessarie ad impedire lo stato di insolvenza e il fallimento della società in house al 100% di proprietà del Comune di Scafati. Tra gli altri anche l’ex ragioniere capo Giacomo Cacchione, oltre a coloro che hanno presieduto la società, su tutti il neo assessore Alfonso di Massa, e i suoi predecessori tra cui Antonio Mariniello, Filippo Sansone, Mario Ametrano e gli ex dirigenti comunali Vittorio Minneci, Maddalena Di Somma e Nicola Fienga, quest’ultimo ancora in forza a Palazzo Mayer. Secondo la Procura “tutti cagionavano il fallimento della Scafati Sviluppo spa, ponendo in essere false comunicazioni sociali, esponendo consapevolmente nei bilanci di esercizio fatti materiali non rispondenti al vero”. Nel dettaglio, sono tre i principali punti di accusa: Nei bilanci dal 2010 al 2015 avrebbero occultato una perdita di oltre 2 milioni di euro, iscritto poi tra le rimanenze i beni immobili senza considerare la loro svalutazione sul mercato e derivata dalle ipoteche, infine omesso di indicare debiti verso le Regione Campania per un residuo di finanziamento pari a 516 mila euro, aumentato poi a 704 mila senza motivare l’incremento. “Inoltre – si legge ancora – cagionavano con dolo e con operazioni dolose, attraverso il mancato pagamento delle imposte, il fallimento della società a fronte di un debito tributario di 850 mila euro”. Gli indagati hanno venti giorni di tempo per chiedere di essere ascoltati o depositare le loro memorie difensive. Negli ultimi mesi si erano intensificate le visite della Guardia di Finanza a Palazzo Mayer, l’ultima poco più di un mese fa. Nata per la riqualificazione dell’area industriale ex Alcatel nel 2004, la Stu è stata poi affidataria del progetto denominato Ex Copmes, naufragato sommerso dai debiti. E’ stata dichiarata fallita ad aprile 2017, a due mesi dallo scioglimento. Attualmente la gestione è affidata alla curatela fallimentare composta dall’avvocato Bruno Meoli e dal dottor Giovanni Faggiano. Il Comune di Scafati, seppur proprietario dell’area industriale in via Domenico Catalano, non esercita attualmente nessun potere di controllo e di sorveglianza, siccome il cda in carica risulta essere ancora quello nominato dalla Commissione Straordinaria.
Adriano Falanga

CRONACA