Scafati. La Regina chiede 20 milioni di euro, caso in tribunale

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Scafati. La Regina chiede 20 milioni di euro, caso in tribunale

«Ci costituiremo in giudizio, difendendo l’operato dei nostri uffici». Cristoforo Salvati respinge al mittente la richiesta di risarcimento danni di 20 milioni di euro, che la nota azienda agro alimentare La Regina ha fatto pervenire a Palazzo Mayer. «L’azione proposta con il ricorso del 27 settembre dall’azienda “La Regina” di via Nuova San Marzano attiene ad una presunta responsabilità di questo ente relativamente ad un provvedimento di annullamento di una Cila presentata dalla ricorrente perché in contrasto con le note di attuazione allegate al Piano regolatore» chiarisce il sindaco. «La vicenda è stata esaminata dal primo giudice amministrativo che ha ritenuto legittimi i provvedimenti adottati dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale dell’epoca e ha rigettato il ricorso. Successivamente il Consiglio di Stato ha, invece, riformato la sentenza ritenendo non esaustiva l’istruttoria posta in essere dallo stesso responsabile ai fini dell’adozione del provvedimento in questione».
Da qui la richiesta di risarcimento prodotta dall’avvocato Ippolito Matrone, per i danni economici che la decisione del Comune ha comportato all’azienda. Il permesso era funzionale all’installazione, nell’area libera esterna all’opificio, di una struttura di sostegno in profilati metallici dell’apparecchiatura industriale rappresentata da torri di raffreddamento, macchinario necessario per il lay-out aziendale e finalizzato a ridurre il consumo idrico, consentendo il riutilizzo dell’acqua raffreddata dalle torri e riducendo la quantità di acqua da inviare allo scarico. L’impianto è rimasto inerte dall’emissione del provvedimento gravato (20 aprile 2018) fino al pronunciamento del Consiglio di Stato (11 gennaio 2021).
«Il gruppo torri fu progettato per recuperare l’acqua necessaria al raffreddamento di 180mila scatole al giorno da 3,4 chili, prodotte in 19 ore di lavorazione. Il mancato utilizzo della capacità sopra descritta negli anni 2018, 2019 e 2020 ha causato una perdita produttiva annua di 1,8 milioni di casse» si legge nella richiesta.
Un danno che nel complesso l’avvocato Matrone ha quantificato in 20milioni di euro. «La genericità, nonché l’infondatezza dell’azione attualmente proposta al giudice amministrativo, augura certamente il rigetto della stessa» replica Salvati. Il consiglio comunale un anno fa ha deliberato una convenzione che concedeva un permesso di costruire per un ampliamento industriale di circa 50mila metri quadrati all’azienda. Una delibera che passò non senza polemiche dalle opposizioni, tra cui quella di Giuseppe Sarconio. «Un’azienda che ha avuto una convenzione dal Comune poteva essere meno irruenta nelle sue azioni – dice – poteva evitare di portare in giudizio l’ente, dati i trascorsi».
Adriano Falanga

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