Monsignor Battaglia: «Stanno uccidendo Napoli, camorristi convertitevi»

Redazione,  

Monsignor Battaglia: «Stanno uccidendo Napoli, camorristi convertitevi»

NAPOLI – ‘Convertitevi’. E’ davvero pesante la situazione a Napoli tra giovani ammazzati come boss, bombe, altri ‘avvertimenti’ se a distanza di 28 anni risuona lo stesso, drammatico, appello. Il 9 maggio del 1993 la Valle dei Templi di Agrigento fu scossa dal grido del papa santo Giovanni Paolo II rivolto agli uomini della mafia che stavano insanguinando la Sicilia. Oggi, a Napoli, di fronte ad una escalation che appare senza ostacoli, ecco il nuovo grido di dolore dell’arcivescovo, monsignor Domenico Battaglia. “Stanno uccidendo Napoli!” la sua fotografia di quanto sta accadendo. In poche ore tra sabato e domenica ci sono stati un omicidio, quello del 19enne Giuseppe Fiorillo per il quale non si esclude nessuna pista, e due ferimenti. Pochi giorni prima era stato ammazzato a Ponticelli il 23enne Carmine D’Onofrio, incensurato, forse vittima di una vendetta trasversale. E nell’intera area di Napoli est, come emerge dagli ultimi dati, in un anno ci sono stati dieci agguati e cinque attentati. Droga e pizzo sono i business che alimentano lo scontro su tutto il territorio napoletano. Di fronte a tutto questo monsignor Battaglia non ha dubbi: “La scia di sangue che in questi giorni sta attraversando la città, procurando la morte a delle giovani vite e terrore e angoscia a interi quartieri, strade, famiglie – dice l’arcivescovo nella sua riflessione – non può lasciarci indifferenti”.

La sua conclusione è drammatica: “Stanno uccidendo Napoli! La sta uccidendo la camorra e il malaffare, con la violenza e la crudeltà di coloro che hanno dimenticato di essere umani!”. Il suo appello è “agli uomini di camorra, ai corrotti e ai collusi con la criminalità dico: ritornate ad essere umani! Convertitevi! Il vostro Vescovo non si tirerà indietro nell’accogliere e accompagnare i passi della conversione e della rinascita umana”. La richiesta è esplicita: “Deponete le armi e intraprendete percorsi di collaborazione con la giustizia”. Da parte sua ci sarà sicuramente l’appoggio a chi “ascolterà la propria coscienza e la parola del Vangelo”. Non c’è solo però la camorra nel suo mirino perché Napoli la sta uccidendo anche “la scarsa attenzione della politica, nazionale e locale, che pare essersi abituata al sangue versato in terra partenopea, considerandola alla stregua di un paese in guerra!” La soluzione dell’arcivescovo “è di concretizzare al più presto il Patto Educativo per la Città, e per questo ho convocato per domani i diversi esponenti della società civile, del terzo settore e del mondo ecclesiale con cui sto lavorando a questa iniziativa che vuole rimettere al centro, partendo dai più piccoli e dalle loro famiglie, la questione educativa, puntando sulla prevenzione e scommettendo sulle nuove generazioni”.

La prima reazione istituzionale arriva dal neo sindaco Gaetano Manfredi, “L’appello lanciato all’intera città da Monsignor Mimmo Battaglia contro la criminalità organizzata, tornata ad insanguinare le nostre strade, contiene un forte richiamo alle coscienze che merita risposte concrete in primis dalle Istituzioni. Se da una parte – grazie agli investimenti del Governo nazionale e di quello regionale – metteremo in campo misure necessarie a garantire maggiore sicurezza e legalità, dall’altra abbiamo sin da subito promosso un patto educativo che veda coinvolti tutti i soggetti impegnati sul territorio in un’opera di prevenzione sociale e formazione delle nuove generazioni. In questo percorso, l’azione della Chiesa sarà fondamentale”.

CRONACA