Pochi aiuti al commercio, solo 60 domande per il bonus anti-crisi a Terzigno

Andrea Ripa,  

Pochi aiuti al commercio, solo 60 domande per il bonus anti-crisi a Terzigno

Degli ottantamila euro stanziati dal Comune di Terzigno per supportare le attività commerciali che hanno affrontato la crisi economica durante i mesi difficili della pandemia, ne saranno spesi soltanto una parte. I bonus da 500 euro promessi dal Comune andranno soltanto a «pochi eletti» che sono riusciti a districarsi nella «Babele di paletti» messa in piedi dall’Ente in un bando contestato a più riprese, anche dalle forze dell’opposizione. Rischia così di trasformarsi in un grande flop l’idea dell’amministrazione comunale Ranieri di sostenere le attività commerciali e imprenditoriali che hanno maggiormente patito i mesi di chiusura durante il primo lockdown di un anno e mezzo fa. C’è voluto quasi un anno per ottenere il bando dall’Ente e la risposta della platea di possibili aderenti all’iniziativa è stata assai negativa. Circa 60 le domande presentate in municipio in queste settimane, molto meno rispetto alle previsioni stimate dall’Ente. I funzionari del Comune sono ancora a lavoro per analizzare tutte le richieste arrivate, soltanto nei prossimi giorni si avrà un conteggio preciso di quante imprese hanno risposto al «bando anti-crisi» varato dall’amministrazione. Tra queste non tutte sono sicure di ottenere il bonus da 500 euro promesso dalla squadra di governo del sindaco Francesco Ranieri. L’assessore Guerriero, titolare della delega alle attività produttive, ha promesso nell’ultimo consiglio comunale che «presto saranno sbloccati gli aiuti» in favore delle attività commerciali che hanno preso parte al progetto dell’amministrazione. Sotto accusa finiscono i numerosi requisiti contenuti nel bando che poco più di un mese fa è stato pubblicato sul sito del Comune.  Tra i titoli fondamentali per ottenere gli aiuti bisognava accertare un «decremento del fatturato in misura pari o superiore al 25% relativo all’anno 2020 rispetto all’anno 2019 così come è possibile evincere dai registri Iva della relativa attività» e certificare «posizione regolare con l’assolvimento degli obblighi contributivi previdenziali secondo le vigenti disposizioni legislative oltre che con i versamenti dei tributi comunali nel periodo antecedente all’emergenza Covid – annualità 2019 – o, in alternativa, che abbiano sottoscritto alla data della presentazione della domanda un piano di rientro delle partite pendenti con il competente ufficio tributi del Comune di Terzigno». Critiche le forze di opposizione che già in passato avevano espresso più di una perplessità nei confronti di un disciplinare che s’è trasformato in una trappola per centinaia di esercenti. «Solo 60 domande in Comune per il bonus anticrisi rappresentano un flop per l’amministrazione di Terzigno. – spiega Francesco Nappo che ricopre il ruolo di consigliere e di delegato locale Aicast – Due sono le ragioni: o nessun commerciante della città ha patito la crisi economica, e non credo sia così, oppure questo bando è stato scritto per non consentire agli esercenti di prendervi parte. Troppi i paletti messi dall’Ente, così si lasciano fuori intere categorie di commercianti che oltre al danno della crisi per il Covid oggi subiscono anche una beffa enorme perché sono esclusi da ogni tipo di aiuto».

CRONACA