A Pompei i percettori del reddito di cittadinanza lavorano in scuole e cimitero

Teresa Palmese,  

A Pompei i percettori del reddito di cittadinanza lavorano in scuole e cimitero

Svolta a Palazzo de Fusco, da lunedì scorso in servizio i percettori del Reddito di Cittadinanza. Sono stati impiegati tra le scuole, le piazze – a vigilanza anche dei monumenti – e nel cimitero di via Nolana. Porta la firma dell’assessore Vincenzo Mazzetti, delegato alle politiche sociali, l’ultima operazione che vede le prime 15 persone a lavoro per conto del Comune di Pompei. Due i progetti Puc (Progetti Utili alla collettività) studiati dall’amministrazione guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio e già finiti ad aprile scorso al vaglio della giunta. In attesa di pettorine e tesserini, ultimissimo step dopo le visite mediche sostenute a metà a settembre, i 15 lavoratori sono stati distribuiti tra le scuole, i musei e il cimitero di Pompei. Nel primo caso, gli addetti controllano all’entrata e all’uscita i Green Pass, nel secondo sono invece impiegati a tutela del decoro pubblico di piazza Bartolo Longo, dove – complice l’opportunità della mensa dei poveri – le panchine vengono spesso adoperate come rifugio da clochard. E non è finita qui. Circa tre persone sono impiegate anche al camposanto di via Nolana per mantenere pulizia e scongiurare confusione agli ingressi tra la struttura vecchia e nuova. I 15 lavoratori, che complessivamente dovrebbero essere venti, ma alcuni non sarebbero risultati reperibili, forniranno dunque un aiuto importante al personale già ridotto all’osso al Municipio di piazza Bartolo Longo. Il loro contribuito durerà sei mesi e terminerà tra marzo e aprile, complice lo slittamento registrato a luglio a causa dei ritardi nella somministrazione delle visite mediche che non sono dipesi direttamente dal Comune di Pompei. Nello specifico si tratta di due diversi gruppi, formati da dieci persone, individuati rispettivamente dal Municipio e dal Centro per l’Impiego e quasi per intero coperti dalla certificazione verde, che a partire da oggi sarà estesa a tutti i dipendenti pubblici e privati. I nominativi individuati dai funzionari del Comune sono impiegati nell’ambito dei Patti per il lavoro e/o per l’inclusione sociale che prevede che i beneficiari del Reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla collettività nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. I Comuni sono responsabili dei Puc e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti. E due sono quelli proposti dall’amministrazione comunale. Il primo, dal titolo “Cittadinanza attiva”, prevede lo sviluppo di senso civico e di apparenza al territorio: la finalità è lo svolgimento di compiti di utilità in collaborazione col Comune, in particolare tra assistenza tra entrata e uscita dalle scuole dei bambini; vigilanza e aiuto per anziani, disabili e minori negli attraversamenti pedonali. Infine, laddove richiesto, la misurazione della temperatura degli utenti così come previsto dalle misure di contrasto al Covid-19. Il secondo progetto, invece, è denominato “Pompei nel cuore” e vede dieci percettori del Reddito di cittadinanza impegnati nel supporto alla fruizione dei bene monumentali, in particolare nei processi di recupero del decoro urbano per cancellare le aree degradate.

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