Scogliere sfregiate a Torre del Greco: così Google Earth smaschera gli abusi

Alberto Dortucci,  

Scogliere sfregiate a Torre del Greco: così Google Earth smaschera gli abusi

Torre del Greco. Una «soffiata» arrivata dal quartiere, una serie di verifiche documentali all’interno degli uffici-chiave del Comune e l’occhio infallibile di Google Earth: sono gli strumenti grazie a cui la procura di Torre Annunziata è riuscita a smascherare gli scempi ambientali con vista mare realizzati in zona porto e sequestrati in via cautelare dagli agenti della polizia municipale.

All’interno dei provvedimenti firmati dal pubblico ministero Matteo De Micheli, a capo dell’inchiesta sulle «terrazze fuorilegge» all’ombra del Vesuvio, emergono i dettagli delle indagini costate un avviso di garanzia agli imprenditori del settore della ristorazione Giuseppe Fornito – titolare dello Yachting Club di via Principal Marina, a cui è stata sequestrata in via cautelare la pedana da 590 metri quadrati ancorata agli scogli – e Anna Maria Mennella, accusata di avere ancorato una pedana di legno agli scogli per realizzare un bar «affacciato» sul golfo di Napoli.

Nel primo caso, una volta acquisita la documentazione presentata al Suap, la polizia giudiziaria è riuscita a ricostruire la «storia» della pedana finita sotto i fari della procura grazie alle immagini di Google Earth: analizzando i fotogrammi acquisiti dalla piattaforma digitale, infatti, gli investigatori hanno certificato lo smontaggio della pedana autorizzata nel 2019 dal Comune. «Della stessa non si ha traccia per tutto il 2020 e fino a marzo del 2021, come da ultimo fotogramma presente nel database» evidenzia il pubblico ministero a capo dell’inchiesta. In pratica, la conclusione degli investigatori, la «pedana oggetto di accertamenti nel settembre del 2021 è una struttura differente in senso naturalistico rispetto alla pedana realizzata nel 2019».

Non c’è stato, invece, bisogno di tecnologia 2.0 per verificare le irregolarità contestate alla concessionaria della seconda pedana perché l’ancoraggio con travi in acciaio e bulloni era visibile a occhio nudo. In entrambi i casi il tecnico degli imprenditori era l’ingegnere Giovanni Salerno, ex capo dell’Utc del Comune, ora finito in una nuova bufera giudiziaria.

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